Gli infortuni in itinere denunciati all’Inail entro gennaio 2026 sono stati complessivamente 5.836, in aumento del 7,6% rispetto ai 5.424 registrati nello stesso periodo del 2025. Si tratta degli incidenti che avvengono nel tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro, al netto degli studenti.
A livello territoriale le denunce sono cresciute nel Nord-Est (+28,9%), nel Sud (+17,5%), nel Nord-Ovest (+2,9%) e nelle Isole (+0,3%), mentre si registra un calo nel Centro (-11,9%). Tra le regioni con gli incrementi percentuali più elevati figurano Emilia-Romagna (+64,9%), Calabria (+44,8%), Sardegna (+38,9%) e Abruzzo (+37,5%). L’incidenza degli infortuni in itinere sul totale degli incidenti sul lavoro è passata dal 15% del 2019 al 16,5% del 2026.
L’aumento delle denunce tra il 2025 e il 2026 riguarda sia la componente femminile, che passa da 2.855 a 2.925 casi (+2,5%), sia quella maschile, che cresce da 2.569 a 2.911 casi (+13,3%). In crescita anche le segnalazioni che coinvolgono lavoratori stranieri (+16,2%) e italiani (+5,4%). Per fasce di età gli incrementi maggiori si registrano tra i lavoratori tra 20 e 44 anni (+12,4%) e tra gli over 49 (+5,2%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale sono state sei, otto in meno rispetto alle 14 registrate nel 2025. L’incidenza di questa tipologia sul totale degli infortuni mortali è scesa dal 23,7% del 2025 al 18,2% del 2026. Il calo ha riguardato in particolare la gestione Industria e servizi, mentre non si registrano decessi nel Conto Stato.
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