La Guardia costiera ha elevato due sanzioni nei confronti della società che gestisce il servizio idrico integrato a Ortona per violazioni in materia di scarichi. I controlli avrebbero accertato la non conformità dei reflui provenienti da un impianto di depurazione, immessi in un fosso collegato al torrente Peticcio, rispetto ai limiti previsti dalla normativa ambientale.
Le irregolarità sono state rilevate attraverso analisi microbiologiche effettuate in laboratorio, che hanno evidenziato il superamento dei parametri consentiti. Inoltre, lo scarico è risultato privo di autorizzazione a seguito della revoca da parte dell’ufficio regionale competente.
Per le violazioni contestate sono previste sanzioni amministrative comprese tra 3mila e 30mila euro per il superamento dei limiti e tra 6mila e 60mila euro per lo scarico non autorizzato.
La replica della Sasi
La Sasi ha fornito chiarimenti in merito alle risultanze ispettive sull’impianto di depurazione “Tamarete” nel territorio di Ortona, a seguito delle verifiche che hanno evidenziato alcune non conformità. Secondo quanto comunicato dal gestore del servizio idrico integrato, le anomalie riguardano un parametro microbiologico, l’Escherichia coli, e una variazione cromatica delle acque in uscita dall’impianto.
La società ha precisato che non sono stati riscontrati superamenti dei limiti relativi a sostanze chimiche pericolose, metalli pesanti o altri inquinanti ambientali previsti dalla normativa vigente. Le criticità rilevate sarebbero riconducibili, con elevata probabilità tecnica, alla presenza di scarichi non autorizzati e non compatibili con il funzionamento del sistema depurativo, già segnalati agli enti competenti.
L’impianto tratta reflui civili e industriali provenienti da un’ampia area e, secondo Sasi, le immissioni illecite incidono sull’equilibrio del sistema a fanghi attivi compromettendone l’efficienza. La società ha dichiarato di aver adottato le misure tecniche necessarie per il ripristino delle condizioni di conformità e di proseguire negli interventi di ammodernamento, evidenziando la necessità di individuare i responsabili delle immissioni non autorizzate e rafforzare la collaborazione tra gli enti coinvolti.
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