Terme di Caramanico, si sfila uno dei gruppi interessati: portata insufficiente delle sorgenti

Il progetto di rilancio delle terme di Caramanico, con un investimento stimato in circa 25 milioni di euro, è sospeso per la portata insufficiente delle sorgenti termali. A comunicarlo è l’imprenditore Silvio Maresca, amministratore unico di Terme di Torre Canne, che guida la cordata interessata all’acquisizione del complesso. Secondo le verifiche tecniche effettuate, l’attuale disponibilità idrica sarebbe sufficiente solo per lo stabilimento termale esistente e non consentirebbe l’alimentazione del previsto parco delle acque, elemento centrale del piano industriale. La notizia è rilanciata dai quotidiani locali.

Il progetto prevedeva la ristrutturazione integrale degli hotel Maiella e La Réserve e dello stabilimento termale, la realizzazione di un parco termale di iniziativa comunale, uno spazio eventi, la riattivazione del termalismo classico e lo sviluppo di programmi medicali e attività outdoor. L’operazione era stata avviata con il supporto di Terme & Spa Italia e del gruppo industriale di Nicola Di Sipio, dopo un’indagine tecnica multidisciplinare condotta da esperti in ambito edile, strutturale, impiantistico e geologico.

La criticità si inserisce in un quadro già complesso, con il complesso termale chiuso da sei anni e otto aste giudiziarie andate deserte per la vendita dei due lotti. Il percorso resta quindi congelato in attesa di soluzioni sull’approvvigionamento idrico. Restano altri soggetti interessati: la società Terme Inn Popoli, che ha presentato un’offerta fuori asta da 1,2 milioni per il lotto 1, e l’Aca, che ha indicato la possibilità di un’offerta fino a 2,5 milioni per lo stesso lotto.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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