Non esiste una sola Italia dal punto di vista energetico e le differenze territoriali riguardano anche il Centro. È quanto emerge da un’elaborazione Resolglass di aprile 2026 su base SIAPE/ENEA e modelli proprietari su scala provinciale, che ricostruisce la distribuzione degli edifici per classi energetiche. A livello nazionale il 30% degli immobili è in classe G, ma i valori variano tra il 18,43% e il 37,84%. Nel Centro Italia, dove rientra l’Abruzzo, la quota di edifici in classe G si colloca tra il 27% e il 32%, con livelli superiori alla media nazionale in alcune aree, tra cui Lazio e Abruzzo.
L’analisi evidenzia una frattura geografica tra Nord, Centro e Sud. Nel Nord la quota di immobili in classe G è compresa tra il 18% e il 26%, mentre nel Sud e nelle isole sale tra circa il 31% e il 37,8%. Nel Centro, e in particolare in Abruzzo, il patrimonio edilizio risulta mediamente più datato e meno riqualificato, con maggiore dispersione energetica rispetto alle aree più avanzate.
Lo studio sottolinea inoltre il ruolo delle grandi aree urbane nella transizione energetica. Tra i principali centri analizzati figurano Roma, con il 29,7% degli edifici in classe G, Milano con il 24,1% e Napoli con il 36,1%, dati che confermano una forte eterogeneità territoriale nella qualità energetica del patrimonio immobiliare.
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