La Corte d’Assise di Chieti ha condannato a quindici anni di reclusione A.T., 45 anni, accusato di maltrattamenti nei confronti dei familiari, con condotte che hanno portato al decesso della madre 79enne. L’uomo è stato riconosciuto colpevole anche di abbandono di persona incapace, mentre è stato assolto per l’accusa relativa al padre perché il fatto non sussiste.
Il collegio giudicante, presieduto da Guido Campli con giudice a latere Luca De Ninis, ha disposto inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni alle parti civili, da quantificare in separata sede. Il pubblico ministero Fabiana Rapino aveva chiesto una condanna a 13 anni.
Dalle indagini sarebbe emersa una situazione di grave degrado abitativo e assistenziale. Secondo l’accusa, i familiari, tutti in condizioni di fragilità, vivevano senza adeguate condizioni igieniche e con utenze non attive. Le somme derivanti da pensioni di invalidità sarebbero state sottratte dall’imputato. Durante il processo l’uomo ha respinto le accuse.
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