Stellantis, la Cina e Atessa. Le attese perse in un labirinto tra annunci senza seguito e silenzi 

di Franco Leone *

Per fortuna, non rischio di assumere il ruolo del “profeta” di sventure, visto che la notizia del giorno sulle attività Stellantis, non si occupano del futuro dello stabilimento di Atessa, anzi non ne parla. Eppure il contenuto della informazione ricevuta alimenta il pessimismo sul futuro di Stellantis in Abruzzo e nel Centro Sud. Appare netta la “lenta gora”, di un disimpegno costante.

Niente per Atessa

 Per cui la novità di questi giorni su Stellantis riguarda un accordo industriale da 1 miliardo di euro con il gruppo cinese Dongfengsenza riferimenti a noiLa firma sotto un accordo strategico prevede che Wuhan, a partire dal 2027 si produrranno due nuovi modelli Peugeot a “nuova energia” (tecnicamente elettrici/ibridi avanzati) e due nuovi tipi di SUV Jeep elettrici destinati anche ai mercati globali. Intanto Stellantis allarga il suo impegno investendo circa 130 milioni di euro nel progetto, mentre questa recente intesa rafforza una collaborazione che dura da 34 anni viene anticipato un nuovo piano industriale che sarà presentato il 21 maggio

Cosa si prevede 

La notizia dell’accordo Stellantis–Dongfeng, non cita direttamente Atessa, però gli analisti avanzano l’idea che questi Accordi e nuovi Piani, hanno influenza sul  futuroindustriale dello stabilimento abruzzese. Ma  cosadicono le fonti e cosa significa per Atessa (ex Sevel) visto che Stellantis comunica che sta “alacramente” ristrutturando la capacità produttiva in Europa e, sulla stampa italianasi legge che sta valutando la condivisione o cessione di stabilimenti europei sottoutilizzati a Dongfeng, per ridurre la sovraccapacità produttiva. 

Le difficoltà permangono

Gli impianti citati sono Cassino, Madrid, Rennesmentre Atessa non è fortunatamente menzionata in questo accordo. Ma il punto è che la difficoltà permane visto che tra cassa integrazione e contratti di solidarietà parliamo di quasi 4.800 dipendenti coinvolti ed il tutto in un quadro di calo dei volumi produttivi unita ad incertezza sui modelli futuri. Naturalmente l’accordo riguarda produzioni in Cina(Wuhan) e la possibile condivisione di stabilimenti europei diversi da Atessa. 

La periferia degli interessi

È del tutto vero, non esiste un rapporto diretto, però leggendo le documentazioni che accompagna l’accordo diventa robusta la preoccupazione sul rischio di “irrilevanza” che può colpire il sito di  Atessa che continua ad essere periferica” nella strategia StellantisIl tema che si pone, ma richiederebbe una iniziativa del Presidente della Regioneverso il ministro, oggi del tutto assente”  AdolfoD’Urso affinché esca dal guscio per chiedere Stellantis, che sposta investimenti e modelli verso la Cina (con Dongfeng), quali sono gli altri impianti europei da saturare, e se nel progetto Atessa potrebbe ricevere un disimpegno, rispetto a quelli assunti, con meno investimenti e meno nuovi modelli.Indubbiamente la mancata transizione all’elettrico è un punto debole per Atessa, perché continua a produrre principalmente veicoli commerciali leggeri diesel.Quindi la domanda è , mentre Atessa resta in attesa di indicazioni, visto l’accordo di Dongfeng , se il Ministro scorge” un rischio considerato che Stellantis concentral’innovazione altrove e, quindi resti poco spazio per noi. 

Troppa capacità produttiva in Ue?

I brividi arrivano  quando Stellantis annuncia che ha troppa capacità produttiva in Europa, ogni stabilimento deve essere valutato per saturazione, costi, flessibilità e prospettive di mercato. Da queste considerazioni parte la preoccupazione su Atessa oggi in forte sofferenza. E magari resa più vulnerabile in un quadro di ristrutturazione continentale. Se l’accordo di Dongfengnon guarda all’Abruzzo, significa che la modernità e la innovazione in mancanza di nuovi modelli elettricisprofonda lo Stabilimento in un ruolo marginale. 

Il momento di aprire gli occhi 

Allora viene spontanea una nota, d’allarme, rivolta alla classe dirigente abruzzesechiamata ad esprimere un pensiero su due questioni criticheStellantis Atessa e la scomparsa della Gigafactory di TermoliIn  Abruzzo, è il momento di aprire gli occhi stiamo entrando in una fase decisiva della nostra storia industriale e la politica regionale non può più permettersi di guardare altrove.Mentre Stellantis firma accordi miliardari in Cina e ridisegna la sua presenza in Europa, Atessa resta ferma, senza un nuovo modello, senza una strategia sull’elettrico, senza un orizzonte industriale chiaro. Non è un dettaglio: ma Stellantis sta spostando investimenti e innovazione altrove. Gli stabilimenti europei “a rischio” vengono apertamente discussi , senza che l’Abruzzo dica una parola rendendo Atessa più fragiledi quanto la politica voglia ammettere. 

Attenti ad essere solo in ombra

Se non arrivano nuovi modelli elettrici, Atessa non ha futuro così come lGigafactory di Termoli, annunciata come il grande progetto del Sud, non esiste più. È stata cancellata, ridimensionata, rinegoziata, fino a diventare un’ombra. Eppure quella fabbrica doveva essere il cuore della transizione elettrica italiana. La sua scomparsa non è solo un problema del Molise: significa meno batterie prodotte in Italia, significa meno integrazione industriale, significa che Stellantis non vede più il Centro-Sud come area strategica. Se Termoli scompare, Atessa perde un pezzo della sua filiera naturale. Quindi se mettiamo insieme i pezzi, cioè Atessa senza nuovi modelliTermoli senza GigafactoryStellantis che investe altrove, meno che in una Italia che non esercita peso nella strategia globale del gruppo, la nostra regione rischia di uscire dalla mappa industriale europea dell’automotive, che è sempre vissuta di industria anche più di altre regioni, sarebbe il primo a pagare. 

Marsilio e Von Derleyn,

Il punto è che questo annuncio Stellantis Dongfeng non è nemmeno  monitorato, nessuno chiede chiarimenti, non si attivano tavoli o tavolini , navighiamo in assenza di una politica forte, unitaria, pubblica, immediata. Per memoria l’ultima presa di posizione della GR è stata sulla necessità di “allentare” le durezze della Comunità Europea sui tempi della transizione dal motore a combustione, in elettrica per consentire la ripresa di Atessa. Su questo snodo il Presidente Marsilio ha usato il suo ruolo Europeo per  “stanare” la Presidente Von Derleyn, perché quel passaggio veniva considerato importante, per spingere in avanti Atessa, cioè gli impegni assunti in un lontano dicembre del 2024 durante una riunione del tavolo Stellantis alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy dei Ministri del MEF e del Lavoro con la Delegazione Stellantis rappresentata dal responsabile Europa, presenti le regioni, e quindi l’Abruzzo, l’ANFIA e i sindacati.

Chi spiega le novità ?

 Una informazione pubblicata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy titolo: Mimit-Stellantis: al via il Piano Italia chiarisce il contestoMa il punto è che, oggi va sfumando tutto, e non solo Stellantis ad Atessa, ma anche Termoli e la Gigafactory di ACC. Tutto avviene senza spiegazioni sulla novitànemmeno ai partecipanti a quella riunione dove Stellantis si era assunta l’impegno ad operareTutti segnali che ci confermano le preoccupazioni sul disimpegno mentre il governo tace, ed evita di annunciare l’ipotesi di nuove ed alternative industriali. Ma  il Governo deve dire se il progetto è vivo o morto. E se è morto, dire cosa dobbiamo fare. Senza una strategia di Politica Industriale sull’automotive, diviene impossibile per l’Abruzzo proporre una negoziazione.

Trasformazione strutturale 

 In conclusione Dongfeng ci dice che è necessario che la politica abruzzese scopra che non siamo davanti a una crisi congiunturale, ma a una trasformazione strutturale che può cancellare in pochi anni ciò che abbiamo costruito in quarant’anni.

 

* ex segretario regionale Cgil Abruzzo

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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