Lupi avvelenati nel Parco nazionale d’Abruzzo, prosegue l’inchiesta della Procura di Sulmona

Entra nel vivo l’inchiesta sui lupi avvelenati nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra Alfedena, Villetta Barrea, Pescasseroli e i confini dell’area protetta in Marsica. L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona.

Domani sarà ascoltato Dino Rossi, presidente del Cospa, Comitato agricoltori e allevatori d’Abruzzo. L’allevatore dovrebbe fornire agli inquirenti elementi sulle sostanze che sarebbero state utilizzate per le esche avvelenate, che hanno provocato la morte di almeno 23 lupi appenninici, alcune poiane e alcune volpi.

Secondo quanto emerso, l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo ha confermato che il veleno utilizzato sarebbe lo stesso per tutti gli animali trovati morti. Gli accertamenti riguardano anche i fitofarmaci impiegati in agricoltura e le colture trattate con i prodotti sospettati di essere stati usati per preparare le esche.

Le verifiche puntano inoltre a ricostruire chi possa aver acquistato o utilizzato determinate sostanze, considerando che alcuni prodotti possono essere acquisiti solo da aziende registrate. Altre analisi riguardano il dna presente su un’esca, per risalire al proprietario. Tra gli elementi al vaglio anche i meccanismi legati ai contributi europei e alle posizioni di chi sarebbe rimasto escluso dopo l’affitto di 20mila ettari da parte dell’Ente parco.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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