Cia Agricoltori Italiani Abruzzo ha chiesto alla Regione e agli enti gestori dei Parchi nazionali e regionali di applicare l’Ordinanza 5/2026 del commissario straordinario alla Peste suina africana e il Piano nazionale di azione 2026-2028. L’organizzazione ha inviato due richieste ufficiali, una alla Regione e una ai presidenti delle aree protette.
Secondo Cia Abruzzo, le incursioni dei cinghiali continuano a provocare danni alle colture e alle produzioni agricole, mentre la possibile diffusione della Peste suina africana rappresenta un rischio per la filiera suinicola regionale. Il Piano nazionale assegna all’Abruzzo l’obiettivo di rimuovere 19mila cinghiali nella prima annualità.
Alla Regione viene chiesto di attivare la formazione di cacciatori e operatori specializzati, rafforzare le attività di controllo e selezione, coordinare gli Ambiti territoriali di caccia, gli istituti privati e le aree protette e realizzare un sistema regionale di monitoraggio dei prelievi. Cia sollecita inoltre l’applicazione del principio di tolleranza zero nelle aree a maggiore vocazione suinicola e la creazione di una filiera per la valorizzazione delle carni di selvaggina.
Ai Parchi nazionali e regionali l’organizzazione chiede di aumentare gli interventi di controllo, coordinarsi con la Regione, adottare un sistema unico di monitoraggio e organizzare la gestione delle carcasse. Il presidente di Cia Abruzzo, Nicola Sichetti (nella foto), ha sottolineato la necessità di decisioni rapide e di un maggiore coordinamento istituzionale per tutelare le imprese agricole e contenere il rischio sanitario.
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