In Abruzzo la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti del settore privato si attesta a 20.966 euro, al di sotto della media nazionale di 25.387 euro e distante dai 31.867 euro della Lombardia. È quanto emerge dallo studio del Servizio Uil Lavoro, Coesione e Territorio e della Uil Abruzzo, elaborato sui dati del XXV Rapporto annuale Inps e del Rapporto dell’Ispettorato nazionale del lavoro relativi al 2025 e al 2026.
Secondo l’analisi, la qualità dell’occupazione nella regione resta caratterizzata da forte discontinuità lavorativa, contratti a termine e part-time. Le giornate medie retribuite sono 237 all’anno. Il 68,9% dei dipendenti è assunto con contratto a tempo indeterminato, mentre il 37% è impiegato con contratti part-time e solo il 63% lavora a tempo pieno. Le donne rappresentano il 41,6% dei dipendenti privati extra-agricoli, mentre gli under 30 sono il 20,1% del totale.
Per il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, i dati dimostrano che non è sufficiente valutare l’andamento dell’occupazione sulla base del numero degli occupati, ma è necessario considerare la qualità del lavoro. Lombardo sottolinea che salari contenuti, part-time non scelto e instabilità contrattuale limitano le prospettive dei giovani e lo sviluppo del territorio, richiamando la campagna della Uil “No ai lavoratori fantasma”.
Il componente della segreteria regionale della Uil, Massimo Longaretti, evidenzia inoltre i divari di genere e generazionali. A livello nazionale, gli under 30 percepiscono oltre 12 mila euro in meno rispetto ai lavoratori adulti e lavorano mediamente 198 giorni l’anno. Le donne registrano un divario retributivo nel settore privato vicino al 29% e una differenza del 25,2% negli assegni pensionistici. Il report ricorda anche che nel 2025 sono state circa 60 mila le convalide di dimissioni nei primi tre anni di vita del figlio, nel 68% dei casi presentate da madri, principalmente a causa delle difficoltà legate ai servizi di supporto e all’organizzazione del lavoro.
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