Il rischio di incendi nell’area del Morrone era stato segnalato alla Regione Abruzzo già il 20 giugno dall’Associazione Celestiniana, impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e spirituale legato a Celestino V. A richiamare oggi l’attenzione sulla comunicazione è il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Ambiente Antonio Di Marco, alla luce degli incendi che stanno interessando il territorio tra Roccacasale, Corfinio e Popoli.
Nella lettera, firmata dal presidente dell’associazione Giulio Mastrogiuseppe, veniva segnalata la presenza di ramaglie, fogliame, materiale vegetale secco e biomassa deperita nell’area dell’Eremo di Sant’Onofrio, del Santuario e degli Scavi di Ercole Curino. Secondo l’associazione, il materiale poteva rappresentare un rischio di incendio di interfaccia, con possibili conseguenze per l’Eremo, l’area archeologica e le persone presenti. Erano stati chiesti interventi urgenti di pulizia e decespugliamento e un sopralluogo tecnico per valutare il livello di rischio e le misure preventive. Nella stessa comunicazione veniva segnalata anche la presenza di nidi di processionaria.
Di Marco sostiene che gli incendi sul Morrone fossero stati temuti e che la Regione fosse stata informata attraverso la Protezione civile. Il consigliere ha annunciato un’interpellanza alla ripresa dei lavori del Consiglio regionale per verificare quali interventi siano stati adottati dal 20 giugno, quali misure di prevenzione siano state finanziate e attuate e quale seguito sia stato dato alla segnalazione dell’Associazione Celestiniana.
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