Sono stati restituiti i beni sequestrati nell’ambito dell’operazione “Red Gold” della Guardia di finanza di Pescara, relativa a un’inchiesta coordinata dalla Procura di Avezzano su una presunta frode nel commercio del gasolio. A renderlo noto sono gli avvocati dell’imprenditore coinvolto, Pasquale Milo e Massimiliano Zitti, dopo la decisione della Terza sezione penale della Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso della difesa e annullato senza rinvio le due ordinanze relative al sequestro.
Le perquisizioni e i sequestri ad Avezzano risalgono al 9 aprile 2026. Secondo l’ipotesi investigativa, attraverso contalitri manomessi sarebbero stati consegnati quantitativi di carburante inferiori rispetto a quelli dichiarati, con la successiva rivendita non dichiarata del gasolio trattenuto. L’imprenditore aveva respinto le contestazioni, sostenendo la provenienza lecita dei beni.
Secondo quanto riferito dai difensori, con il provvedimento immediatamente esecutivo del 24 settembre la Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame dell’Aquila del 21 maggio e quella di convalida del sequestro preventivo emessa dal Gip di Avezzano il 4 maggio. Sono stati quindi restituiti 32.595 euro in contanti, un’Audi RS 6, una Ferrari Purosangue, diversi orologi, tra cui due Rolex, e gioielli.
I legali hanno precisato che, a seguito della decisione della Cassazione, nessun bene dell’imprenditore o dei suoi familiari è rimasto sottoposto a vincolo.
Notizie d'Abruzzo le notizie della tua regione