Centinaia di persone hanno partecipato a Lanciano ai funerali di Diomede Barchiesi, l’operaio cinquantenne dello stabilimento Stellantis di Atessa morto venerdì scorso nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara per le gravi lesioni riportate dopo essere stato colpito con un pugno nella notte del 9 agosto sul lungomare di Fossacesia. Barchiesi era intervenuto durante una lite nel tentativo di difendere i propri figli.
La cattedrale della Madonna del Ponte non è riuscita a contenere tutti i presenti e molte persone hanno seguito la cerimonia da piazza Plebiscito. Accanto alla moglie Anna Maria e ai figli Manuel, Samuel e Azzurra c’erano parenti, amici, colleghi del reparto verniciatura della Stellantis, studenti compagni di scuola dei figli e rappresentanti delle istituzioni. Hanno partecipato anche i sindaci di Lanciano, Filippo Paolini, di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e di Altino, Vincenzo Muratelli.
Prima dell’arrivo in cattedrale, il corteo funebre ha attraversato alcuni dei luoghi legati alla vita di Barchiesi, dalla zona industriale di Treglio alla casa di famiglia in viale Cappuccini, per poi proseguire lungo corso Roma. Una rappresentanza di società ciclistiche ha accompagnato il feretro in omaggio alla sua passione per la bicicletta e lo sport. Le esequie sono state concelebrate da don Angelo Giordano, mentre l’omelia è stata affidata a don Alessio Primante, che ha invitato la comunità a non trasformare il dolore in odio e violenza.
Al termine della cerimonia la figlia Azzurra ha ricordato il padre sottolineando il rapporto che li univa e il valore del suo esempio. All’uscita del feretro dalla chiesa sono stati liberati palloncini colorati, accompagnati da un lungo applauso.
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