In Abruzzo tra il 2019 e il 2025 le imprese del commercio al dettaglio sono diminuite da 20.270 a 17.260, con una perdita di 3.010 attività, pari al 14,9%. È quanto emerge dai dati diffusi da Confesercenti. Più marcata la flessione delle attività indipendenti, passate da 18.843 a 15.251, con una riduzione del 19,1%.
Nello stesso periodo gli addetti complessivi del settore sono scesi da 40.978 a 38.787, con una contrazione del 5,3%, mentre i dipendenti sono aumentati da 22.135 a 23.536, pari al 6,3% in più. A Pescara le imprese registrate sono passate da 2.956 nel 2019 a 2.479 nel 2025: 477 attività in meno, con una flessione del 16,1%. Gli addetti sono diminuiti da 5.650 a 4.904, con una perdita di 746 occupati, pari al 13,2%.
Secondo Confesercenti, la riduzione delle attività nei centri urbani è legata anche all’espansione della grande distribuzione e alla crescita dell’e-commerce. L’associazione sottolinea inoltre le conseguenze della chiusura dei negozi sulla presenza di servizi, sul decoro e sulla percezione di sicurezza nelle città e chiede condizioni fiscali di concorrenza più equilibrate rispetto alle piattaforme con sede fuori dall’Unione europea.
Confesercenti rilancia quindi la proposta delle “zone economiche speciali di prossimità”, le cosiddette ZesPro, con l’obiettivo di incentivare gli investimenti nei centri urbani e nei servizi di quartiere. L’associazione ha raccolto circa duemila firme e punta a raggiungerne almeno tremila. La proposta sarà presentata il 14 ottobre a Roma durante l’assemblea nazionale, mentre a Pescara la raccolta delle adesioni proseguirà il 9 settembre dalle 10 in corso Umberto.
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