Superano i 21 milioni di euro i crediti non riscossi dalle cinque Ater abruzzesi a causa della morosità degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il dato è emerso nel corso di un incontro all’Aquila tra i presidenti degli enti territoriali, che hanno deciso di definire entro 30 giorni una procedura condivisa per il recupero delle somme dovute.
La quota più alta riguarda l’Ater di Chieti, con 6,9 milioni di euro, seguita da L’Aquila con 6,5 milioni, Pescara con 4,5 milioni, Teramo con 2,2 milioni e Lanciano-Vasto con poco più di un milione. I crediti derivano soprattutto dal mancato pagamento dei canoni di locazione e delle quote relative alla gestione dei servizi comuni, come pulizia e riscaldamento.
All’incontro hanno partecipato i presidenti Quintino Antidormi per L’Aquila, Alfredo Grotta per Teramo, Domenico Di Meo per Pescara e Maurizio Bucci per Lanciano-Vasto. Assente giustificato il presidente dell’Ater di Chieti Antonio Tavani. I vertici delle aziende hanno sottolineato che la morosità incide sulla capacità di garantire manutenzioni, servizi e interventi di riqualificazione del patrimonio.
La linea condivisa prevede tutela per le famiglie in condizioni di effettiva difficoltà economica e maggiore fermezza nei confronti di chi, pur potendo pagare, non adempie agli obblighi. Le cinque Ater puntano inoltre a rafforzare la collaborazione attraverso procedure comuni e la condivisione di buone pratiche nella gestione e nel recupero dei crediti.
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