Le retribuzioni più basse rispetto alla media nazionale rappresentano un problema per le famiglie e un fattore che contribuisce alla partenza dei giovani dall’Abruzzo. A sostenerlo sono Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, e Alex Giaccio, coordinatore regionale di Ugs, commentando i dati della Cgia di Mestre che indicano per l’Abruzzo una retribuzione media annua di circa 20mila euro, circa 4mila in meno rispetto alla media italiana.
Secondo Licheri, il divario non dipende soltanto dalla quantità di lavoro, ma anche dalla diffusione di contratti precari e di occupazioni a bassa retribuzione, in particolare nel terziario. Il segretario regionale di Sinistra Italiana richiama inoltre il tema delle disuguaglianze territoriali e delle difficoltà dei giovani a costruire il proprio futuro in regione.
Giaccio richiama invece il Rapporto Cnel Giovani Expat, secondo cui l’83% dei giovani italiani che vivono all’estero prenderebbe in considerazione il rientro in presenza di salari più elevati. Per Sinistra Italiana, il dato nazionale trova riscontro anche nella situazione abruzzese, dove il differenziale salariale viene indicato come uno degli elementi che incidono sulle scelte di mobilità dei giovani.
Il partito chiede alla Regione Abruzzo di avviare un monitoraggio pubblico e periodico delle retribuzioni per età e settore e di introdurre strumenti di incentivo all’occupazione giovanile. A livello nazionale, Avs ha inoltre presentato la proposta denominata “Sblocca Stipendi”, che prevede un adeguamento annuale delle retribuzioni all’inflazione reale.
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