Sono 26 su 304, pari al 9%, i Comuni abruzzesi con una capacità di riscossione inferiore al target del 35% fissato dalla riforma 2026. La quota regionale risulta leggermente superiore alla media nazionale, pari all’8%. È quanto emerge da una proiezione del Centro Studi Enti Locali elaborata sulla base dei rendiconti di gestione dei Comuni nel quadriennio 2022-2025.
La maggiore incidenza si registra in provincia dell’Aquila, dove sono sotto la soglia 15 Comuni su 108, pari al 14%. Segue la provincia di Teramo, con 5 enti su 47, l’11%. Nel Chietino sono 5 su 104, pari al 5%, mentre il dato più basso si registra nel Pescarese, con un solo Comune su 45, il 2%.
Secondo la stima, i Comuni che non raggiungono il target del 35% rientrano tra quelli che potrebbero essere chiamati, in base alla nuova disciplina, a cedere la gestione della riscossione coattiva delle proprie entrate ad Amco, società pubblica specializzata nella gestione dei crediti deteriorati.
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