Quasi quattro abruzzesi su dieci (36%) si dichiarano disponibili a trasferirsi in un’altra località o regione una volta raggiunta la pensione. Il 18% lo farebbe per migliorare la qualità della vita, mentre una quota analoga prenderebbe in considerazione il trasferimento per ragioni economiche, alla ricerca di un territorio con un costo della vita più basso, anche in previsione di un assegno pensionistico insufficiente. È quanto emerge da una ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, secondo cui l’83% degli abruzzesi esprime preoccupazione per il proprio futuro previdenziale.
Nonostante questi timori, una parte consistente degli intervistati non ha ancora adottato misure concrete per integrare la futura pensione. Il 40% dichiara di aver valutato possibili soluzioni senza metterle in pratica, mentre il 31% afferma di non aver mai affrontato il problema. A incidere sulla pianificazione previdenziale è anche la conoscenza limitata della materia: soltanto il 13% degli abruzzesi sostiene di essere aggiornato sulle novità pensionistiche e il 34% ammette di non possedere le competenze necessarie per prendere decisioni.
Per migliorare l’informazione previdenziale, il 35% degli intervistati attribuisce un ruolo prioritario alle istituzioni. Seguono banche e compagnie assicurative, indicate dal 18%, e la famiglia, con l’8%. La ricerca evidenzia quindi una domanda di maggiore informazione e consulenza sulle possibilità di integrare il reddito pensionistico.
Quanto agli strumenti per rafforzare la propria sicurezza economica durante la vecchiaia, il 33% degli abruzzesi guarda alle soluzioni assicurative pensionistiche e di risparmio, mentre il 19% indica i fondi pensione. Quote inferiori prendono in considerazione gli investimenti sui mercati finanziari (6%) e i conti deposito (4%).
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