È morto a Roma, all’età di 88 anni, Mario Pieroni, gallerista e collezionista che ha contribuito alla diffusione dell’arte contemporanea in Italia, mantenendo un legame con Pescara e l’Abruzzo. Negli anni Settanta aveva avviato nel capoluogo adriatico l’esperienza «Dal mondo delle idee», dedicata al rapporto tra arte e design. Nel 1975 aveva aperto la galleria Bagno Borbonico, in via delle Caserme, trasformandola in uno spazio di sperimentazione artistica che ospitò autori come Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Ettore Spalletti e Mario Merz.
Nel 1979 Pieroni si trasferì a Roma, dove aprì insieme a Dora Stiefelmeier la Galleria Pieroni, diventata un riferimento per l’arte contemporanea internazionale. Nel 1991 fondò l’associazione Zerynthia, impegnata nella promozione di nuovi linguaggi artistici e nella realizzazione di progetti di confronto tra artisti e pubblico. Il rapporto con l’Abruzzo proseguì anche attraverso No Man’s Land a Loreto Aprutino, progetto sviluppato dal dialogo con l’architetto e artista Yona Friedman per mettere in relazione l’arte con il territorio.
A ricordare il contributo di Pieroni sono la Fondazione Pescarabruzzo, l’Imago Museum e il MicHub Museum, che hanno espresso cordoglio per la sua scomparsa, sottolineandone il ruolo nella diffusione delle tendenze artistiche internazionali, dall’Arte Povera alla Land Art. Le istituzioni hanno ricordato anche la donazione al MicHub Museum di opere di Mario Merz, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Vettor Pisani, Ettore Spalletti e Michelangelo Pistoletto.
Tra le collaborazioni con la Fondazione Pescarabruzzo figurano inoltre il progetto No Man’s Land e il Museo delle Ceramiche Contemporanee di Loreto Aprutino. Il presidente della Fondazione, Nicola Mattoscio, ha ricordato Pieroni evidenziando la perdita che la sua scomparsa rappresenta per la cultura pescarese, abruzzese e italiana.
foto profilo facebook Imago Museum
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