In Abruzzo sono 891 gli stabilimenti balneari interessati dall’incertezza sul futuro delle concessioni demaniali marittime, ai quali si aggiungono 44 attività tra campeggi e circoli sportivi. A lanciare l’allarme è Riccardo Padovano, presidente del Sib Abruzzo, che richiama l’attenzione sulle conseguenze dell’applicazione della direttiva Bolkestein. Nel solo comune di Pescara si contano 154 stabilimenti, mentre lungo il litorale pescarese le strutture sono circa 220.
Secondo Padovano, la situazione coinvolge centinaia di imprese, lavoratori e famiglie e rischia di compromettere la continuità delle attività turistiche lungo la costa regionale. Il presidente del Sib Abruzzo sottolinea che sarà necessario attendere la pubblicazione dei bandi comunali per valutarne i contenuti e verificare l’eventuale possibilità di presentare ricorsi. La principale preoccupazione riguarda l’assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme per l’assegnazione delle concessioni.
Il sindacato evidenzia inoltre il rischio che l’incertezza sulle procedure possa frenare gli investimenti e la programmazione delle prossime stagioni turistiche. Padovano, insieme al presidente nazionale del Sib Antonio Capacchione, ritiene insufficiente il bando tipo annunciato dal Governo senza ulteriori interventi legislativi per aggiornare il Codice della navigazione del 1942, che disciplina la materia.
I rappresentanti del Sib chiedono quindi un intervento delle istituzioni nazionali prima dell’avvio delle gare, per definire regole che consentano ai Comuni di gestire le procedure e alle imprese di programmare la propria attività.
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