Le manifestazioni in programma oggi nelle principali città italiane potrebbero determinare un impatto economico lordo di oltre 14 milioni di euro per le attività commerciali, tra mancati incassi e spese straordinarie per la sicurezza. È quanto emerge da una simulazione preliminare del Centro studi di Unimpresa, che ha analizzato le possibili conseguenze delle chiusure precauzionali dei negozi e delle misure adottate dagli esercenti per proteggere vetrine e ingressi in 11 centri urbani.
Secondo le stime, l’impatto complessivo potrebbe raggiungere 14,13 milioni di euro, di cui 11,76 milioni per vendite potenzialmente perdute e 2,37 milioni per le spese di protezione dei locali. La simulazione prende in considerazione 4.100 esercizi commerciali interessati da possibili chiusure o riduzioni significative degli orari di apertura e 4.300 attività che potrebbero aver sostenuto costi straordinari per la sicurezza. Unimpresa precisa che si tratta di ipotesi di scenario e non di una rilevazione delle chiusure effettivamente avvenute.
Milano risulta la città con le maggiori perdite potenziali di fatturato, stimate in 4,05 milioni di euro, seguita da Roma con 2,28 milioni, Firenze con 1,5 milioni e Torino con 990mila euro. Seguono Bologna e Napoli, entrambe con 700mila euro, Genova con 450mila euro, Bari con 400mila euro, Padova con 288mila euro, Verona con 272mila euro e Como con 135mila euro. Le attività maggiormente esposte sono quelle situate nei centri storici, nelle vie dello shopping e lungo i percorsi delle manifestazioni, in particolare i negozi di abbigliamento e del settore del lusso. Le chiusure precauzionali possono incidere soprattutto sugli incassi del sabato, giornata caratterizzata da una maggiore affluenza nelle aree commerciali urbane.
Oltre alla riduzione delle vendite, gli esercenti possono sostenere costi aggiuntivi per l’installazione e la rimozione di pannelli protettivi, gli interventi tecnici urgenti e il personale impiegato nella messa in sicurezza dei locali. A questi si aggiungono le possibili conseguenze della minore frequentazione dei centri cittadini, delle limitazioni alla viabilità e delle rinunce agli acquisti. La simulazione di Unimpresa non comprende gli eventuali danni materiali provocati da atti vandalici, né le perdite economiche delle attività non direttamente interessate dalle chiusure.
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