Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato all’unanimità, nella seduta del 30 settembre, la legge che riconosce i palmenti come patrimonio culturale regionale. Il provvedimento, presentato dai consiglieri Mariani, Pietrucci e Pepe insieme a un altro proponente, punta a tutelare e valorizzare gli antichi manufatti in pietra utilizzati per la pigiatura dell’uva, testimonianza della tradizione vitivinicola e della civiltà contadina abruzzese.
La legge prevede il censimento dei palmenti, interventi di restauro conservativo, la promozione della fruizione pubblica e l’inserimento dei manufatti in itinerari turistici, culturali e didattici. È prevista inoltre l’istituzione di una rete regionale per il recupero e la valorizzazione, con il coinvolgimento di enti pubblici, associazioni e soggetti privati. La Giunta regionale dovrà definire entro 90 giorni le modalità di attuazione, i criteri di accesso ai finanziamenti e le procedure di adesione alla rete. Gli oneri finanziari decorreranno dal 2027.
I palmenti sono presenti in diverse località abruzzesi, tra cui Pietranico e San Valentino in Abruzzo Citeriore, nel Pescarese, Pennapiedimonte, Lama dei Peligni e Palena, nel Chietino, Fano Adriano, nel Teramano, San Demetrio ne’ Vestini e la frazione di Ripa di Fagnano Alto, nell’Aquilano. Secondo quanto riferito dai promotori, l’Abruzzo è la prima regione italiana ad aver adottato una legge specifica per la tutela dei palmenti.
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