In Abruzzo il numero delle pensioni supera quello degli occupati: nel 2025 si contano 520.676 trattamenti pensionistici a fronte di 512.273 lavoratori, con un saldo negativo di 8.403 unità. È quanto emerge da un’analisi della Cgia di Mestre basata sui dati Inps e Istat, ripresa dal segretario regionale di Sinistra Italiana-Avs, Daniele Licheri, che chiede alla Regione Abruzzo un piano per favorire l’occupazione stabile, con particolare attenzione ai giovani e alle donne.
A livello provinciale, Pescara è l’unico territorio abruzzese con un saldo positivo tra occupati e pensioni, pari a 3.454 unità. La situazione è opposta nelle altre tre province: Teramo registra un saldo negativo di 6.142 unità, Chieti di 3.800 e L’Aquila di 1.915. Il quadro regionale si inserisce in un contesto nazionale nel quale si contano 24,1 milioni di occupati e 23,2 milioni di pensioni. Secondo le previsioni Excelsior-Unioncamere, tra il 2025 e il 2029 in Abruzzo sarà necessario sostituire 64.400 lavoratori in uscita dal mercato del lavoro.
I dati Istat evidenziano inoltre un divario occupazionale tra uomini e donne. Nel 2025 il tasso di occupazione abruzzese nella fascia tra 15 e 64 anni si attesta al 62,4%, sostanzialmente in linea con la media nazionale del 62,5%. Tra gli uomini raggiunge il 72,1%, mentre tra le donne si ferma al 52,6%, con una differenza di 19,5 punti percentuali.
Secondo Licheri, il problema non riguarda il numero delle pensioni, ma l’insufficienza della base occupazionale. Il segretario regionale di Sinistra Italiana-Avs sollecita un piano regionale per il lavoro stabile e di qualità, accompagnato dal potenziamento dei servizi di cura per favorire l’occupazione femminile e da interventi specifici per i giovani e le aree interne.
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