In Abruzzo nel 2025 sono stati consumati 209 ettari di suolo a causa della cementificazione e di altre attività umane, una superficie equivalente a circa 300 campi di calcio regolamentari. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ispra sul consumo di suolo, i cui dati sono stati diffusi dal Forum H2O. Secondo l’associazione ambientalista, il fenomeno continua a interessare numerosi comuni abruzzesi, con conseguenze sulla permeabilità dei terreni e sul rischio di frane e alluvioni.
A guidare la classifica regionale sono Sulmona e Chieti, con 16 ettari di suolo consumati ciascuna in un anno. Seguono Mosciano Sant’Angelo e Teramo, entrambe con otto ettari, L’Aquila con sei, Morro d’Oro, Cepagatti e Manoppello con cinque, Avezzano e San Giovanni Teatino con quattro. Per quanto riguarda Sulmona, il Forum H2O segnala il contributo del cantiere della centrale Snam, ritenuto responsabile di un impatto significativo sul territorio.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla situazione di Pescara, dove il 51% del territorio comunale risulta già consumato. Il Forum H2O sottolinea che il suolo è una risorsa non rinnovabile, la cui formazione richiede centinaia di anni, e che la progressiva impermeabilizzazione compromette il ciclo idrico, aumentando i rischi legati agli eventi meteorologici.
Augusto De Sanctis, rappresentante del Forum H2O, critica le scelte urbanistiche delle amministrazioni comunali e della Regione Abruzzo, accusate di continuare ad autorizzare interventi edilizi e infrastrutturali che comportano ulteriore consumo di territorio. L’associazione esprime riserve anche sulla nuova legge urbanistica regionale, ritenuta insufficiente a contenere il fenomeno, e chiede una revisione delle previsioni edificatorie contenute nei piani regolatori, con l’obiettivo di arrestare la progressiva perdita di suolo.
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