“Avviato il 19 maggio scorso l’arbitrato internazionale – mezzo di soluzione pacifica delle controversie – su Ombrina mare davanti l’International Centre for Settlement of Investment Disputes. La societa’ petrolifera Rockhopper sostiene che il mancato rilascio della concessione petrolifera Ombrina mare abbia violato il Trattato sulla Carta dell’Energia e per questo chiede all’Italia un risarcimento danni di 13 milioni di dollari”. Lo rende noto il costituzionalista Enzo Di Salvatore, del coordinamento No Triv, formazione ambientalista che per anni si e’ battuta contro la realizzazione della piattaforma al largo delle coste abruzzesi e molisane. In un post su Facebook Di Salvatore aggiunge che Rockhopper e’ “rappresentata da King & Spalding, uno dei piu’ ‘potenti’ studi legali internazionali”. l’International Centre for Settlement of Investment Disputes, in base al Trattato sulla Carta dell’Energia, e’ l’organismo deputato a gestire controversie internazionali di questo tipo.
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