
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini contesta le decisioni approvate dal Consiglio regionale dell’Abruzzo sulla costituzione della Nuova Pescara. Al centro delle critiche il rinvio dal 2027 a febbraio 2029 della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore e la risoluzione che impegna il presidente della Regione, Marco Marsilio, ad avviare un nuovo referendum consultivo nei tre Comuni.
Secondo Alessandrini, le decisioni della maggioranza di centrodestra rappresentano un ulteriore ostacolo all’attuazione della volontà espressa dai cittadini nel referendum del 2014. La consigliera critica anche le modalità con cui è stato approvato il rinvio, sostenendo che il ricorso alla cosiddetta ghigliottina abbia impedito la discussione di circa mille emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle.
L’esponente del M5S ricorda che nel referendum del 2014 parteciparono oltre 111mila cittadini, con quasi 65mila voti favorevoli alla fusione. A suo giudizio, la proposta di una nuova consultazione, motivata nella risoluzione con i cambiamenti intervenuti negli ultimi dodici anni, mette in discussione un risultato elettorale già acquisito.
Alessandrini attribuisce le scelte del Consiglio regionale alle divisioni interne alla maggioranza e rivolge critiche al presidente Marsilio e al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Secondo la consigliera, il centrodestra dovrebbe assumersi la responsabilità dei ritardi accumulati nel percorso di costituzione del nuovo Comune, anziché ricorrere a un ulteriore referendum.
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