Caramanico Terme, il territorio si mobilita contro l’accorpamento delle classi: “Non siamo numeri, siamo comunità”

“Non siamo numeri, siamo comunità”, con queste parole si apre la lettera aperta dei rappresentanti d’Istituto della scuola di Caramanico Terme che in questi giorni sono alla prese con la prospettiva di avere per il prossimo anno scolastico delle pluriclassi. A sostenere la protesta l’intero territorio si è mobilitato, a cominciare dai sindaci interessati Luigi De Acetis di Caramanico Terme, Francesco Crivelli di Sant’Eufemia a Maiella e Davide Morante di Salle.  Il deputato Luciano D’Alfonso ha annunciato che presenterà una interrogazione sul caso. Intanto per martedì è previsto un sit-in sotto la scuola.

 

Lettera aperta dei rappresentanti d’Istituto.

“Carissimi genitori, docenti e tutti i portatori di interesse, da qualche settimana è nota la notizia che per l’anno scolastico 2024/2025 non si formerà la classe prima media , bensì una pluriclasse. Problema già rilevante nella scuola primaria e su cui stavamo aprendo un ragionamento con scuola ed Istituzioni. Purtroppo in maniera inaspettata siamo stati informati della situazione appena descritta e ci siamo subito adoperati per verificare le possibili soluzioni. La normativa di riferimento è il D.P.R. 81/2009 che regola la formazione delle classi e prevede norme specifiche per i comuni montani. Purtroppo secondo un criterio numerico non abbiamo i requisiti per formare la classe, ma la stessa normativa combinata con altri decreti impone di valutare, oltre ai numeri, una serie di caratteristiche e peculiarità delle classi e soprattutto di aprire dialoghi con Regioni ed Enti Locali al fine di mettere in campo le risorse necessarie per prevenire i disagi dei territori montani. Alla luce di ciò abbiamo attivato interlocuzioni con il dirigente scolastico, gli uffici scolastici competenti e le segreterie, ma ad oggi sembrerebbero non poter valutare altri criteri se non quello esclusivamente numerico. Eʼ opportuno e doveroso far sentire la voce della comunità, delle famiglie insieme ad Istituzioni locali, provinciali e regionali con tutti i portatori di interesse, sulla necessità di non veder ridimensionata l’attività scolastica in una logica esclusivamente numerica. La scuola è una comunità educante pilastro per la crescita culturale e sociale dei nostri figli. Gli alunni dei territori montani hanno diritto di frequentare classi come nei centri a maggiore densità di popolazione, ad avere a disposizione gli stessi mezzi, le stesse ore e modalità di insegnamento. In ragione di ciò stiamo predisponendo un’azione che richiami l’attenzione sul problema, consapevoli che in futuro si dovranno attivare tutte le iniziative necessarie a lungo termine. Pertanto siamo pronti a chiedere di mettere in campo le risorse necessarie a tutela del grave disagio che si potrebbe prospettare. Abbiamo incontrato tanta disponibilità da parte degli organi scolastici ma al momento non basta. La scuola è un servizio irrinunciabile, troppe carenze gravano sui piccoli centri come i nostri. Sulla base di queste considerazioni chiediamo a tutti voi di sostenere con forza e partecipazione le prossime iniziative, uniti per i nostri alunni e per la nostra comunità”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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