
Messa a disposizione delle aziende interessate una PEC per chiedere l’esclusione dei terreni dal perimetro dell’area protetta o, in alternativa, la riclassificazione in zona 3. L’organizzazione sollecita anche l’intervento dei Comuni.
Coldiretti Chieti mette a disposizione delle aziende agricole interessate dal perimetro del Parco della Costa Teatina una PEC per chiedere formalmente lo stralcio dei propri terreni dall’area protetta o, in alternativa, la riclassificazione in zona 3. L’iniziativa arriva dopo la sentenza del TAR e la ripresa del dibattito sull’iter istitutivo del Parco.
La richiesta riguarda in particolare le imprese inserite nelle zone 1 e 2, dove le misure di salvaguardia prevedono ulteriori vincoli e, per diversi interventi, il ricorso al nulla osta del Comitato di gestione.
Secondo Coldiretti, l’obiettivo è evitare che i vincoli possano limitare la possibilità delle aziende agricole di rinnovare gli impianti, migliorare i sistemi di irrigazione, adeguare le strutture e continuare a investire.
«Un’azienda agricola non può essere congelata», sottolinea il direttore di Coldiretti Chieti, Domenico Bosco, richiamando la necessità di consentire alle imprese di continuare a operare e a investire sul territorio.
Il presidente provinciale di Coldiretti Chieti, Pier Carmine Tilli, ribadisce che l’organizzazione non mette in discussione il valore del Parco e delle aree protette, ma chiede che la perimetrazione tenga conto delle esigenze produttive delle imprese agricole e del loro ruolo nella manutenzione delle aree rurali e nella conservazione del paesaggio.
Coldiretti Chieti ha inoltre inviato una nota ai Comuni interessati dalla perimetrazione, chiedendo alle amministrazioni di intervenire a tutela delle aziende agricole e delle aree produttive.
Il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo, Marino Pilati, ribadisce la richiesta di conciliare tutela ambientale e attività agricola, sostenendo che il Parco possa rappresentare un’opportunità per il territorio anche per le imprese, a condizione che la perimetrazione e le misure di salvaguardia consentano alle aziende di continuare a lavorare, investire e produrre.
Coldiretti annuncia infine che continuerà a seguire l’iter del Parco e ad accompagnare le imprese interessate nella presentazione delle istanze.
Paolo Di Deo
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