Pescara: al via nuovo corso di autodifesa, il settimo

Parte il settimo corso per autodifesa femminile. La presidente della Commissione Pari Opportunità: “Un modo per dare sicurezza alle donne”

Giunge alla 7° edizione il corso di autodifesa femminile a cura della Commissione Pari Opportunità, patrocinato dal Comune di Pescara, pronto a dare il via alla sua nuova sessione che si svolgerà da marzo a maggio prossimi. Il corso è gratuito, destinato a circa 100 donne ed è in collaborazione con gli assessorati a Politiche Sociali, Pari Opportunità e Sport. 

“E’ cresciuto notevolmente il progetto anti violenza che la Commissione e l’assessorato alle Pari Opportunità hanno voluto organizzare a Pescara – dice la presidente della Cpo Tiziana Di Giampietro – Un corso che arriva alla sua settima replica, che ha sempre riscosso successo e attenzione sia nell’ambito sportivo che fra le donne che si sono via via iscritte, per acquisire basi di difesa personale. Si tratta di un successo che dobbiamo al maestro D’Andrea e ai suoi istruttori, che gli hanno dato un’impostazione particolare, promuovendo alcune tecniche di apprendimento che non richiedono forza e violenza, ma che consentono di guadagnare tempo e mettersi in salvo in caso di aggressione.

Un corso non solo per difendersi, ma anche per conoscere anche strategie da mettere in atto in situazioni di pericolo che la Commissione pari opportunità ha promosso per dare un’opportunità concreta in più alle donne. Negli anni scorsi abbiamo avuto tantissime iscrizioni, l’auspicio è quello di veder crescere ancora il corso e vederlo rappresentato in varie zone della città.

Per partecipare bisogna contattare l’Accademia Karate Do Asd, via Lago di Capotosto o contattare il numero 346/9642908 oppure 085/”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Guardiagrele, Zulli: Fase 2 famiglie e lavoro, manca programmazione attività supporto

Molte famiglie, in assenza di adeguati servizi per i bambini, si troveranno nella condizione di dover scegliere tra la cura dei propri bambini o il ritorno all' attività lavorativa, soprattutto se si considera la chiusura dei nidi, generalmente aperti fino a fine luglio, e delle scuole dellinfanzia che coprono lintero mese di giugno”. Lo afferma Inka Zulli, consigliere comunale a Guardiagrele.

Nella delibera di indirizzo per la Fase 2, denominata Guardiagrele riparte -Lavoro, Salute, Cultura, la giunta usa molto la parola futuroe a sproposito la parola lavoro. Si può parlare di lavoro, quando ad oggi manca completamente una programmazione concreta in merito alle attività di supporto alle famiglie che permetta loro di riuscire a conciliare i tempi di lavoro con quelli di cura?  Le linee guida del Dipartimento per le Politiche della Famiglia descrivono già in modo chiaro cosa sarà consentito fare dal 13 giugno: Sarà possibile riaprire parchi e giardini pubblici con lobbligo del gestore di garantirne igiene e pulizia ed evitare assembramenti. Sarà possibile organizzare attività per bambini e adolescenti, sia in parchi e giardini, sia in spazi al chiuso adibiti a scuola o altre forme di attività educative (associazioni, oratori, palestre). Nello specifico, si prevede anche che i bambini siano divisi per fasce d’età con un rapporto educatore bambino di 1/5 per i più piccoli, 1/7 per i bimbi della primaria e di 1/10 per i ragazzi della secondaria. Proprio a causa di questi criteri numerici diventa importantissimo cercare di coordinare e supportare il maggior numero di iniziative possibili, affinché nessun bambino rimanga escluso e possa godere del proprio diritto alla socialità e al gioco, e nessuna famiglia venga messa nelle condizioni di dover fare eccessivi sacrifici per conciliare i tempi lavoro/cura. Va inoltre detto che la legge prevede la possibilità di pagare le attività estive con le 600 euro del fondo baby-sitting erogato dallINPS, evitando in questo modo di gravare ulteriormente sul bilancio familiare. L'ultimo DPCM del 17 maggio, dal 15 giugno lascia libertà alle regioni di anticipare, ove possibile, lapertura dei centri estivi e permette a tutti gli Enti territoriali l'attivazione di progetti per i minori in collaborazione con il Terzo Settore. Spetta quindi ai comuni coordinare e supportare, economicamente e logisticamente, l'azione del terzo settore sui propri territori affinché questultimo venga messo nella condizione di poter organizzare le attività estive in sicurezza e secondo le linee guida. La Regione Abruzzo è molto lontana dallanticipare le aperture, nonostante i contagi siano molto diminuiti e attualmente sotto controllo. I comuni, al contrario, devono essere in grado, proprio perché enti minori, di dare risposte immediate e finanziamenti veloci al terzo settore e per fare questo sono necessari fondi dedicati. A Guardiagrele invece si sceglie di fare altro: si praticano tagli folli su capitoli di bilancio dei servizi sociali e si ritarda sulla programmazione dei servizi indispensabili. La programmazione viene messa in secondo piano o, come in questo caso, non viene neanche prevista probabilmente anche a causa della mancanza di un Assessore dedicato alle politiche sociali, che più di ogni altro dovrebbe avere a cuore questo tipo di attività e dedicarvi tempo ed impegno. Le attività estive, ad oggi, diventano fondamentali tanto quanto lo è l’attività scolastica, perché allo stato attuale molte famiglie si trovano obbligate a chiedere ferie, permessi e tempi ridotti sul lavoro, per colpa di un comune carente in servizi che riempie laria solo di spot elettorali, senza dare certezze alle famiglie”.

 

 

 

 

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