La presidente della Commissione pari opportunità della Regione Abruzzo, Rosa Pestilli, ha ribadito la necessità di tutelare i traguardi raggiunti sul piano normativo e sociale nella lotta alla violenza di genere, esprimendo dissenso verso le posizioni che negano la specificità del femminicidio.
Secondo Pestilli, considerare il femminicidio alla stregua di un comune omicidio significa ignorare l’evoluzione dell’ordinamento italiano e i principi contenuti nella Convenzione di Istanbul. La presidente ha richiamato il percorso legislativo che va dalla legge del 2013 al Codice Rosso del 2019 fino all’introduzione dell’articolo 577-bis del codice penale.
Pestilli ha sottolineato il ruolo svolto quotidianamente dai Centri antiviolenza e dalle Forze dell’ordine, evidenziando come il riconoscimento della specificità del fenomeno rappresenti un elemento fondamentale per garantire strumenti adeguati di tutela e prevenzione.
La presidente della Commissione pari opportunità ha inoltre richiamato la responsabilità delle istituzioni nel consolidare i diritti acquisiti e nel sostenere il lavoro dei presidi territoriali, ricordando l’istituzione della Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta sul femminicidio, presieduta da Martina Semenzato. Secondo Pestilli, i diritti conquistati rappresentano «pilastri di civiltà» e le istituzioni hanno il dovere di garantirne la tutela.
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