Nel 2024 sono 181.777 i padri lavoratori dipendenti che in Italia hanno usufruito del congedo di paternità, con un tasso di utilizzo superiore al 64%. I dati diffusi dall’Inps ed elaborati da Save the Children evidenziano una diffusione ormai consolidata dello strumento, pur con differenze territoriali e lavorative.
Nel Mezzogiorno l’utilizzo resta meno uniforme rispetto al Nord. In questo contesto, l’Abruzzo rappresenta il 9,2% degli utilizzatori del Sud, con una quota inferiore rispetto a regioni come Campania (28,5%), Puglia (21,7%) e Sicilia (21,6%). A livello nazionale, la maggior parte dei beneficiari si concentra nel Nord Italia, dove risiede il 59% dei padri che hanno utilizzato il congedo.
Le differenze riguardano anche la durata della fruizione. I lavoratori del Nord utilizzano mediamente più giorni rispetto a quelli del Centro e del Sud, dove la fruizione risulta più contenuta. Incidono anche le caratteristiche occupazionali: i lavoratori a tempo pieno usufruiscono in media di quasi due giorni in più rispetto ai part time, mentre i contratti a tempo indeterminato e le posizioni impiegatizie o dirigenziali registrano una maggiore durata rispetto ai contratti a termine e al lavoro manuale.
I dati confermano una crescente partecipazione dei padri alla cura nei primi giorni di vita dei figli, ma evidenziano ancora differenze legate al contesto territoriale, economico e lavorativo.
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