Il tribunale dell’Aquila ha condannato la Asl al risarcimento dei danni in favore dei tre fratelli di una donna marsicana di 44 anni, morta il 3 dicembre 2020 all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. La sentenza, pronunciata il 30 maggio 2026 dal giudice Francesca Firrao, ha riconosciuto la responsabilità dell’azienda sanitaria per il decesso della paziente.
Secondo quanto ricostruito nel procedimento, la donna era stata inizialmente ricoverata per una frattura alla caviglia riportata in un incidente stradale avvenuto a Scurcola Marsicana. Successivamente era stata trasferita nel reparto di Psichiatria dell’ospedale dell’Aquila in regime di trattamento sanitario obbligatorio. Dopo l’intervento ortopedico, le sue condizioni si erano progressivamente aggravate fino alla morte. La notizia è riportata dal quotidiano Il Centro
Determinanti sono state le conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio. I consulenti nominati dal tribunale hanno evidenziato che già dal 26 novembre erano presenti segni clinici compatibili con un’infezione in evoluzione verso la sepsi, senza un adeguato riconoscimento del quadro clinico e senza il tempestivo coinvolgimento di uno specialista infettivologo. La consulenza ha inoltre ritenuto molto probabile che l’infezione fosse stata contratta in ambiente ospedaliero.
Il tribunale ha disposto il risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale per importi complessivi superiori a 270mila euro. È stata invece respinta la richiesta di risarcimento dei danni avanzata iure hereditatis. La Asl è stata condannata anche al pagamento delle spese legali e di quelle della consulenza tecnica d’ufficio.
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