Forum Leader 2026, 916 milioni di euro per i Gal italiani: metà dei fondi già messi a bando, l’11% erogato

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All’Aquila il summit nazionale dei Gruppi di azione locale. Con la programmazione europea 2028-2034 si apre la prospettiva di estendere gli interventi alle infrastrutture rurali e al sociale. Il sottosegretario Luigi D’Eramo annuncia il coinvolgimento dei Gal nel tavolo nazionale sull’agricoltura di montagna e sulle aree interne.

Sono 916 milioni di euro le risorse europee assegnate ai 199 Gruppi di azione locale (Gal) italiani nell’ambito dell’attuale programmazione Leader. Di queste risorse, circa la metà è già stata messa a bando, mentre l’11% è stato erogato. I finanziamenti sostengono principalmente le filiere agroalimentari e le attività legate all’offerta socioculturale e turistico-ricreativa. Con la nuova programmazione comunitaria 2028-2034 potrebbe inoltre ampliarsi il campo degli interventi, includendo anche progetti in ambito sociale e infrastrutturale.

I dati sono emersi durante la sessione pomeridiana della prima giornata del Forum Leader 2026, il summit nazionale dei Gruppi di azione locale in corso a L’Aquila, a Palazzo Spaventa, fino a venerdì 30 ottobre.

All’iniziativa partecipano dirigenti ed esperti provenienti da tutte le regioni italiane, in rappresentanza di oltre 80 Gal. Si tratta di partenariati pubblico-privati costituiti per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali, in particolare attraverso bandi finanziati nell’ambito dell’iniziativa Leader dell’Unione europea, asse specifico dei fondi della Politica agricola comune (Pac).

La rete dei Gruppi di azione locale opera in 5.340 comuni, pari al 68% del totale nazionale, e interessa il 74% del territorio italiano. Le aree coinvolte ospitano complessivamente 21,5 milioni di abitanti e possono contare su 11.781 partner, tra soggetti pubblici e privati.

A rappresentare il Governo è intervenuto il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), Luigi D’Eramo, che ha sottolineato il ruolo dei Gal nelle strategie di sviluppo delle aree interne e montane.

“I Gal ricoprono un ruolo attivo assolutamente importante nell’ambito delle strategie di rilancio delle aree interne e di montagna centrali per il nostro governo e del Masaf. A breve convocheremo un tavolo a Roma per l’agricoltura di montagna e delle aree interne, assieme ad Unioncamere che ha curato la parte scientifica, e ci saranno anche i Gal, assieme ai Distretti del cibo e del biologico i Parchi e altri attori ancora. In tal senso l’agricoltura resta una delle colonne portanti, facendo leva sulla forza dei nostri prodotti agroalimentari, la loro unicità, tipicità e altissima qualità che rappresentano un moltiplicatore economico ed occupazionale. Il nostro modello che parte dunque dall’agricoltura, dai produttori e trasformatori è volta però a dare risposte in termini di potenziamento delle infrastrutture e dei servizi”.

Il sottosegretario ha quindi annunciato il coinvolgimento dei Gal nel tavolo nazionale che sarà convocato a Roma per affrontare le strategie relative all’agricoltura di montagna e alle aree interne. All’iniziativa prenderanno parte anche Unioncamere, i Distretti del cibo e del biologico, i Parchi e altri soggetti. D’Eramo ha indicato nell’agricoltura, nei produttori e nei trasformatori il punto di partenza di un modello di sviluppo orientato anche al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi.

Tra i rappresentanti istituzionali e gli esperti intervenuti figurano Giuseppe Blasi, capo dipartimento Politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Masaf;

 

Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura; Paolo Federico, presidente del Gal Gran Sasso Velino, organizzatore dell’evento;

 

Fabio Muscas e Beatrice Camaioni del Crea; Anna Rita Carboni, dell’Ufficio Leader del dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo; Antonella Frongia e Michela Galimi, del Dg Agri della Commissione europea; Raffaella Di Napoli, responsabile del WP5 Osservatorio Sviluppo Locale – Rete PAC 2025-2029; Elena Sico, direttrice del dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo;

 

e Marco Bassetto, direttore del Gal Alto Bellunese e coordinatore del Laboratorio fondo unico Forum 2026.

Al centro del confronto anche la futura programmazione comunitaria 2028-2035, che prevede un unico Piano di partenariato nazionale e regionale nel quale confluiranno tutte le politiche, da quella agricola comune a quella di coesione. Per i Gal si prospetta così la possibilità di ampliare gli ambiti di intervento, operando in sinergia con le altre politiche europee e regionali. Tra i settori indicati figurano le infrastrutture di carattere rurale, gli interventi sociali e le iniziative legate alla coesione.

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche numerosi presidenti e direttori dei Gruppi di azione locale. Giorgio Sturlese, direttore del Gal Montagna Leader, attivo nel Friuli occidentale, ha evidenziato il valore del confronto tra le diverse realtà territoriali: “questo forum rappresenta una occasione unica per confrontarsi, fare squadra, per studiare le buone pratiche come pure ragionale sulle problematiche di carattere burocratico e amministrativo”, ha detto.

Un altro contributo è arrivato da Marcello Troìa, direttore del Gal Rocca di Cerere e dell’omonimo Unesco Global Geopark in Sicilia, nella provincia di Enna. Il direttore ha richiamato i risultati dell’attività del Gruppo di azione locale nella valorizzazione delle produzioni del territorio e la necessità di prepararsi alla prossima programmazione europea: “l’azione del nostro Gal ha avuto il merito di rilanciare e consolidare la filiera dello zafferano dell’Ennese e di altri prodotti tipici. Ora è importante attivare un dibattito e una azione propositiva in vista della programmazione 2028-2034, da cui dipenderà il ruolo futuro dei Gal come agenti di sviluppo locale”.

Il Forum Leader 2026 rappresenta quindi un momento di confronto sulle risorse disponibili, sulle modalità di attuazione degli interventi e sulle prospettive dei Gruppi di azione locale in vista del prossimo ciclo di finanziamenti europei.

 

 

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Di Paolo Di Deo

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