Forum Leader 2026, Blasi: «Più risorse nella nuova programmazione Ue, ma i Gal devono accelerare la spesa di quelle attuali»

L’AQUILA – I Gruppi di azione locale (Gal) avranno un ruolo anche nella programmazione europea 2028-2034, che metterà a disposizione maggiori risorse. La priorità, tuttavia, resta utilizzare quelle già assegnate: i 199 Gal italiani dispongono attualmente di 916 milioni di euro nell’ambito dei fondi Leader, ma soltanto l’11% è stato erogato. La scadenza per completare la spesa è fissata a dicembre 2029.

È questo il quadro delineato da Giuseppe Blasi, capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), intervenuto all’Aquila al termine della seconda giornata di Forum Leader 2026, in corso a Palazzo Spaventa fino a venerdì 30 ottobre.

«I Gal rivestono oggi una grande importanza per la loro capacità di coinvolgere le realtà locali nelle azioni di sviluppo territoriale e l’avranno anche in futuro, con la programmazione 2028-2034, che metterà a disposizione ancora più risorse. I prossimi tre anni saranno però decisivi: non ci sono rischi di disimpegno dei fondi che i Gal hanno oggi a disposizione, ma tutte le risorse dovranno essere spese entro dicembre 2029, con una buona accelerazione».

Blasi ha richiamato i dati relativi all’attuale programmazione europea Leader: dei 916 milioni di euro assegnati ai 199 Gal italiani, la metà è già stata messa a bando, mentre l’11% è stato effettivamente erogato. Le risorse sono destinate principalmente alle filiere agroalimentari e all’offerta socioculturale e turistico-ricreativa.

«Sono i numeri tipici dell’iniziativa europea Leader – ha proseguito Blasi – che, anche per la programmazione 2023-2027, per come è impostata, parte sempre con un po’ di ritardo. È però fisiologico che sia così. Grazie al fatto che il programma Leader è inserito in un contenitore nazionale, la spesa più lenta dei Leader viene comunque compensata dalla celerità di altre misure e, dunque, non c’è alcun rischio di disimpegno».

Per il responsabile del Dipartimento del Masaf, quindi, i tempi di attuazione delle misure Leader non rappresentano un rischio per la perdita dei finanziamenti, grazie al meccanismo di compensazione con le altre misure inserite nel programma nazionale. Resta comunque la necessità di accelerare l’utilizzo delle risorse disponibili entro la scadenza di dicembre 2029.

Il Forum ha affrontato anche la dimensione territoriale della rete dei Gal italiani. I gruppi operano in 5.340 Comuni, pari al 68% del totale nazionale, e coprono il 74% del territorio italiano, nel quale vivono 21,5 milioni di abitanti. I partenariati coinvolgono complessivamente 11.781 soggetti pubblici e privati.

I Gal sono infatti partenariati pubblico-privati costituiti per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali, in particolare attraverso bandi finanziati nell’ambito dell’iniziativa Leader dell’Unione europea, asse specifico dei fondi della Politica agricola comune (Pac).

L’iniziativa nazionale è organizzata dal Gal Gran Sasso Velino, uno degli otto gruppi operanti in Abruzzo, e riunisce dirigenti ed esperti provenienti da tutte le regioni italiane, in rappresentanza di oltre 80 Gal.

Al dibattito della seconda giornata hanno partecipato, insieme a Blasi, il sottosegretario di Stato all’Agricoltura Luigi D’Eramo, il vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura Emanuele Imprudente, il presidente del Gal Gran Sasso Velino Paolo Federico, il direttore Mario Di Lorenzo

e la direttrice del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo Elena Sico.

Un altro tema centrale del confronto ha riguardato la futura programmazione comunitaria 2028-2034, che comprenderà anche la misura Leader.

Blasi ha anticipato l’impostazione prevista per il nuovo ciclo di finanziamenti, che dovrebbe prevedere un Piano unico nazionale articolato in contenitori regionali e un fondo unico, con una dotazione finanziaria superiore a quella attuale. L’ammontare delle risorse non è ancora stato definito.

«Avremo sicuramente un Piano unico nazionale con contenitori regionali e un fondo unico e con più risorse a disposizione, anche se la cifra non è stata ancora definita. Il modello organizzativo per la parte agricola va ancora definito, ma faremo in modo, d’accordo con le Regioni, che il capitolo agricolo assomigli molto a quello attuale in termini di competenze, governance e ruoli delle autorità di gestione – ha spiegato ancora Blasi –. Ci saranno poi novità sulle modalità di rendicontazione: si passerà dal ‘n+2’ al ‘n+10’. Nel primo caso, la spesa deve essere realizzata entro due anni dal momento dell’impegno. Con la modalità ‘n+10’, invece, non sarà la spesa a dover essere realizzata entro i dieci mesi successivi all’impegno, ma dovrà essere raggiunto il target previsto. Quindi, apparentemente, ci sarà meno tempo a disposizione, ma non si andrà a verificare la spesa effettivamente realizzata, bensì il raggiungimento dei target programmati».

La nuova modalità di rendicontazione rappresenta dunque un cambiamento rispetto al sistema attuale: dal criterio ‘n+2’, basato sulla realizzazione della spesa entro due anni dall’impegno, si passerà al sistema ‘n+10’, nel quale il parametro indicato da Blasi sarà il raggiungimento degli obiettivi programmati.

Le prospettive della nuova programmazione sono state approfondite anche da Elena Sico, direttrice del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo, che ha illustrato le opportunità derivanti dall’integrazione delle diverse politiche europee all’interno di un unico Piano di partenariato nazionale e regionale.

«Con un unico Piano di partenariato nazionale e regionale confluiranno tutte le politiche, da quella agricola comune a quella di coesione. Questo significa che, all’interno del Piano, i Gal potranno realizzare, attraverso la strategia Leader, tutta una serie di interventi in sinergia con le altre politiche, per esempio realizzando infrastrutture rurali e promuovendo la valorizzazione del territorio. Potranno inoltre agire in sinergia con la politica di coesione per favorire il ricambio generazionale, rendere gli investimenti maggiormente rispondenti ai bisogni del territorio e sviluppare la diversificazione delle aziende agricole in raccordo con la strategia nazionale per le aree interne».

Nel corso della sessione pomeridiana sono intervenuti anche Fabio Muscas e Beatrice Camaioni del Crea; Anna Rita Carboni, dell’Ufficio Leader del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo; Antonella Frongia e Michela Galimi, della DG Agri della Commissione europea; Raffaella Di Napoli, responsabile del WP5 Osservatorio Sviluppo Locale – Rete PAC 2025-2029; Marco Bassetto, direttore del Gal Alto Bellunese e coordinatore del Laboratorio Fondo unico Forum 2026.

Per giovedì 29 ottobre il programma prevede i laboratori «Effetto Leader», con Gabriella Ricci del Crea, Carlo Ricci del Gal Maiella Verde e Carlo Salot del Gal Escartons e Valli Valdesi.

A seguire è previsto il laboratorio «Verso un’associazione nazionale dei Gal», con Salvatore Tosi del Gal Metropoli Est. La giornata si concluderà con «Il futuro del Forum Leader», a cura del Comitato di pilotaggio del Forum.

Venerdì 30 ottobre, infine, i delegati dei Gal visiteranno la città dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026.

 

 

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Di Paolo Di Deo

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