In Abruzzo si registrano 12.105 denunce di infortunio sul lavoro, di cui 23 con esito mortale. È quanto emerge dai dati diffusi dal Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. La provincia con il maggior numero di denunce è Chieti, con 3.592 casi, di cui 8 mortali, seguita da Teramo con 3.258 denunce e 5 decessi, L’Aquila con 2.886 infortuni e 6 mortali e Pescara con 2.369 denunce e 4 casi mortali.
Secondo il sindacato, il fenomeno interessa numerosi comparti produttivi e dei servizi. Il settore manifatturiero registra 1.481 infortuni, di cui 321 nella fabbricazione di prodotti in metallo e 290 nell’industria alimentare. Seguono l’edilizia con 1.245 casi, la sanità e l’assistenza sociale con 900, il commercio con 707 e il trasporto e magazzinaggio con 649. Nei servizi di alloggio e ristorazione si contano 378 denunce, mentre nel noleggio e nei servizi di supporto alle imprese sono 384.
La Uil richiama inoltre l’attenzione sulle malattie professionali: nel 2025 in Abruzzo sono state presentate 8.695 denunce, un dato che colloca la regione al terzo posto nazionale. Il sindacato sottolinea la necessità di interventi differenziati in base ai rischi dei singoli settori, dalla sicurezza nei cantieri alla movimentazione delle merci, fino all’organizzazione dei turni e alla prevenzione negli stabilimenti industriali.
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