L’Aquila, la Polizia arresta uno scafista ospite di un CAS (Centro di accoglienza straordinaria)

Un cittadino egiziano di 27 anni è stato fermato all’Aquila perché ritenuto responsabile di aver organizzato e condotto, nel maggio 2025, un’imbarcazione proveniente dalla Libia con almeno 22 migranti diretti illegalmente in Italia. Il giovane, attualmente senza fissa dimora e in passato ospite di un Centro di accoglienza straordinaria (CASA) della provincia aquilana come richiedente protezione internazionale, è stato rintracciato dagli agenti della Squadra mobile dell’Aquila e condotto in carcere in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura.

Le indagini, condotte dalla sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile, sono partite dalla collaborazione tra gli investigatori e il personale in servizio nei centri di accoglienza della provincia. Secondo l’ipotesi accusatoria, il viaggio sarebbe stato organizzato dietro il pagamento di circa 3.500 euro per migrante, con il coinvolgimento di un gruppo criminale con base in Libia, attivo nella gestione di centri di raccolta e nell’organizzazione delle traversate verso l’Italia. Il trasporto avrebbe inoltre esposto i passeggeri a pericoli per la vita e l’incolumità.

Nell’inchiesta risultano indagati altri due presunti componenti dell’organizzazione, presenti sulla stessa imbarcazione. Uno avrebbe gestito il telefono satellitare, mentre l’altro si sarebbe occupato del carburante. Dopo l’identificazione nell’hotspot di Lampedusa, due dei tre indagati e alcuni migranti erano stati trasferiti in due centri di accoglienza della provincia dell’Aquila.

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura la testimonianza di un migrante che ha riferito di essere stato picchiato alla frontiera tra Sudan e Libia per non aver pagato interamente la somma richiesta dagli organizzatori. L’uomo sarebbe stato trattenuto in un centro di prigionia e, dopo un ulteriore pagamento di 3.500 euro, trasferito prima a Tripoli e poi a Zawiya, dove avrebbe trascorso due mesi in una struttura con altre 300-400 persone. Qui avrebbe conosciuto il 27enne. Gli investigatori hanno inoltre acquisito un video del presunto pestaggio e un filmato della traversata nel quale il giovane fermato sarebbe riconoscibile alla guida dell’imbarcazione.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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