In Abruzzo nel 2024 i lavoratori domestici registrati sono 12.591, con una prevalenza di badanti (56,3%). Nell’ultimo triennio il calo è stato più marcato per le colf (-21%) rispetto alle badanti (-12,3%). Il settore presenta una forte componente femminile (92,8%) e una lieve prevalenza di lavoratori stranieri (52,3%), anche se il gruppo più numeroso resta quello degli italiani (47,7%). I dati emergono dal 7° rapporto annuale dell’Osservatorio DOMINA.
Secondo l’Inps, in Abruzzo nel 2024 si contano 13.017 datori di lavoro domestico, in calo del 16,1% rispetto al 2021. Il 15,4% è rappresentato da grandi invalidi. La spesa familiare media annua è di 7.477 euro, l’età media dei datori di lavoro è di 71,6 anni e il 7,5% delle famiglie impiega un lavoratore convivente, coniuge o parente. Complessivamente lavoratori e datori sono 25.608, pari al 2% della popolazione regionale; il 21,5% dei lavoratori dichiara di convivere con il datore di lavoro.
Nel 2024 la spesa per la componente formale del lavoro domestico ammonta a 97 milioni di euro, con un contributo al Pil regionale stimato in 249 milioni di euro di valore aggiunto, pari allo 0,7%. A livello territoriale, il 35,7% delle colf si concentra in provincia di Pescara (6,3 ogni 1.000 abitanti, a fronte di una media regionale di 4,3), mentre Teramo registra il valore più alto per le badanti (8,3 ogni 100 anziani, media regionale 7,0). Secondo le proiezioni Istat, nel 2050 la popolazione over 80 in Abruzzo crescerà del 59,3%, passando dall’8% al 14,6%, mentre i bambini 0-14 anni diminuiranno del 22,4%, attestandosi al 10,3% della popolazione.
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