Sono state individuate tracce di pesticidi utilizzati in agricoltura su una larga parte dei campioni analizzati dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise in relazione alla morte di tredici lupi nei comuni del Parco nazionale d’Abruzzo. Le carcasse degli animali sono state trasferite nella sede di Avezzano per le autopsie e successivamente a Teramo per gli approfondimenti di laboratorio.
Dalle analisi emerge la “presenza di pesticidi usati in agricoltura impiegati in bocconi avvelenati contro gli animali”. Gli accertamenti sono ancora in corso per definire con precisione le cause e le modalità dell’avvelenamento.
Sulla vicenda è stata aperta un’indagine dalla Procura di Sulmona, al momento contro ignoti, per fare luce su quanto accaduto.
Arriva la condanna delle istituzioni e delle associazioni ambientaliste dopo l’uccisione di numerosi esemplari di lupo nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’Ispra parla di “gesto gravissimo” che colpisce una specie simbolo della biodiversità e mette a rischio i risultati raggiunti negli ultimi decenni nella tutela della fauna.
L’istituto sottolinea che la diffusione di esche avvelenate rappresenta un pericolo non solo per i lupi, ma anche per altre specie protette, per gli animali domestici e per la sicurezza pubblica. “È necessario isolare con determinazione comportamenti illegali e irresponsabili”, ha dichiarato la presidente Maria Alessandra Gallone, richiamando l’esigenza di un approccio basato su responsabilità condivise e conoscenza scientifica.
Dura anche la posizione di Legambiente, che esprime solidarietà al Parco e segnala un bilancio salito a 18 lupi morti, oltre a tre volpi e una poiana tra i territori di Pescasseroli, Bisegna e Barrea. Il presidente nazionale Stefano Ciafani definisce l’episodio un attacco senza precedenti alla fauna selvatica e chiede la convocazione urgente di un tavolo nazionale con istituzioni e soggetti coinvolti.
Sulla vicenda interviene anche il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che ha definito l’accaduto “orrendo e grave” e ha disposto il rafforzamento dei controlli sul territorio per individuare i responsabili. Il ministero ribadisce l’impegno nella tutela della specie e nel mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi.
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