Minori stranieri non accompagnati, in Abruzzo 461 presenze: L’Aquila prima provincia

In Abruzzo sono 461 i minori stranieri non accompagnati presenti al 30 giugno 2026, pari al 3,5% del totale nazionale. La regione si colloca al dodicesimo posto in Italia per numero di presenze, con un’incidenza superiore al suo peso demografico nazionale, pari al 2,1%. È quanto emerge da un rapporto del Cresa dedicato alle caratteristiche demografiche e ai flussi dei minori stranieri non accompagnati. La provincia dell’Aquila registra il numero maggiore, con 151 ragazzi (32,8% del totale regionale), seguita da Teramo con 134 (29,1%), Chieti con 89 (19,3%) e Pescara con 87 (18,9%). Rispetto al giugno 2023, le presenze diminuiscono del 33,5% all’Aquila e del 21,6% a Pescara, mentre aumentano del 21,8% a Teramo e del 67,9% a Chieti.

Il rapporto evidenzia una diminuzione delle presenze regionali del 6,5% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I minori accolti sono prevalentemente maschi: 418, pari al 90,7%, contro 43 femmine. Oltre il 78% ha 16 o 17 anni. Le principali cittadinanze sono quella egiziana, con 141 minori, bangladese (81) e ucraina (66), seguite da somala (28), tunisina (24) e gambiana (22). Complessivamente i ragazzi provengono da 25 Paesi. Tra i 66 minori ucraini si contano 32 ragazze.

Tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026 il sistema informativo del Ministero del Lavoro ha registrato 122 ingressi in Abruzzo, in aumento del 62,7% rispetto ai 75 del periodo precedente. Di questi, 65 sono stati rintracciati sul territorio regionale e 50 a seguito di sbarchi, mentre sette sono stati individuati attraverso altre modalità. Nello stesso periodo si registrano 492 uscite dal sistema di accoglienza, con un saldo negativo di 370 unità. Nell’83% dei casi l’uscita è dovuta al raggiungimento della maggiore età, mentre il 16% riguarda allontanamenti volontari, una quota inferiore al 19% nazionale.

Il Cresa richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare i percorsi di integrazione scolastica, sociale e lavorativa, considerando che la maggior parte dei minori accolti si avvicina alla maggiore età. Tra le criticità indicate figurano le difficoltà di inserimento scolastico, il disagio psicologico legato alle esperienze migratorie e gli abbandoni dei percorsi di accoglienza. Il rapporto sottolinea il ruolo della formazione professionale, dei tirocini e dell’assistenza sociosanitaria per favorire l’autonomia dei ragazzi e il loro inserimento nella società.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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