Diciassette persone sono indagate nell’ambito dell’ “operazione Benna” della Polizia stradale, coordinata dalla Procura di Bologna, su una presunta organizzazione criminale transnazionale specializzata nell’acquisizione illecita, nel riciclaggio e nell’esportazione all’estero di veicoli industriali e mezzi da cantiere.
Secondo le indagini, la struttura avrebbe operato anche con il supporto di persone di Roma e Chieti. Al vertice sarebbero stati individuati due soggetti di Bologna e Modena, mentre un cittadino italiano di origini egiziane avrebbe fatto da tramite tra Italia, Libia e Arabia Saudita.
L’operazione ha portato al sequestro di dodici mezzi d’opera, due semirimorchi, due autocarri e tre autovetture, per un valore complessivo superiore a 1,8 milioni di euro. I mezzi, tra cui sollevatori telescopici, escavatori e macchine da lavoro, venivano noleggiati o rubati, privati delle etichette identificative e dei dispositivi Gps, quindi esportati attraverso i porti di Ravenna e Civitavecchia.
Le indagini, avviate dopo un sequestro eseguito a marzo 2025 nel porto di Ravenna, hanno portato a individuare anche una struttura dedicata alla manomissione dei veicoli e alla produzione di documenti di circolazione falsi. Sei indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari; per uno di loro la misura è stata aggravata con il carcere per evasione dai domiciliari.
Notizie d'Abruzzo le notizie della tua regione