Perdonanza Celestiniana, aperta la Porta Santa di Collemaggio

L’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio ha segnato il momento centrale della 732esima Perdonanza Celestiniana dell’Aquila. Il rito si è svolto ieri sera, 28 agosto, secondo le indicazioni contenute nella Bolla del Perdono emanata da Papa Celestino V nel 1294, al termine del corteo partito da piazza Palazzo. Circa duemila persone hanno raggiunto Collemaggio, quasi la metà in abiti storici medievali, accompagnando il documento con cui Celestino V istituì l’indulgenza plenaria.

Ad aprire la Porta Santa è stato il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Nell’omelia del Giubileo Aquilano il cardinale ha definito la Perdonanza uno dei più antichi gesti culturali e spirituali attraverso i quali una comunità rende pubblico il valore della riconciliazione. «Una civiltà che non sa perdonare è condannata a ripetere le proprie ferite; una civiltà che sa perdonare può continuare a esistere insieme», ha affermato, sottolineando che il perdono rappresenta «la forma più alta della forza civile». De Mendonça ha richiamato anche il riconoscimento Unesco, L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e il percorso di ricostruzione seguito al terremoto del 2009. L’omelia si è conclusa con un richiamo alla «pace disarmata e disarmante» evocata da Papa Leone XIV e con l’invito a considerare il perdono una scelta del presente. La cerimonia era stata preceduta dalla celebrazione liturgica, dalla lettura della Bolla del Perdono da parte del sindaco Pierluigi Biondi e dalla lettura, affidata all’arcivescovo Antonio D’Angelo, della bolla di indizione del Giubileo 2025 di Papa Francesco, “Spes non confundit”.

Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha sottolineato il legame tra il Corteo della Bolla e l’identità dell’Aquila e dell’Abruzzo, ricordando come il documento celestiniano abbia assunto nei secoli un valore universale. Secondo Marsilio, accompagnare ancora oggi la Bolla verso Collemaggio significa mantenere insieme memoria, partecipazione e dimensione spirituale e civile, riaffermando il valore del dialogo, della pace e della riconciliazione. «La Perdonanza è patrimonio dell’Aquila, dell’Abruzzo e dell’umanità», ha concluso il presidente della Regione. Il sindaco Biondi ha ribadito che il messaggio di Celestino V ha ormai superato i confini cittadini e regionali, richiamando anche il patto di amicizia sancito con Assisi e il percorso dell’Aquila come «capitale del perdono, capitale della pace e capitale della riconciliazione».

Al corteo e alla cerimonia ha partecipato, in rappresentanza del Governo, il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, che ha collegato il messaggio della Perdonanza agli attuali scenari internazionali, dalle guerre convenzionali alle guerre ibride, richiamando il valore della fratellanza tra i popoli. Rauti ha inoltre sottolineato come la ricostruzione dell’Aquila dopo il sisma del 2009 riguardi non soltanto gli edifici, ma anche il tessuto comunitario e sociale. Tra le autorità presenti anche i sottosegretari Fausta Bergamotto e Luigi D’Eramo e Gianni Letta. Al corteo hanno preso parte gli studenti del progetto “A scuola di Perdonanza 3”, gruppi storici provenienti anche da altre città italiane, le delegazioni delle città gemellate e la Nobile Contrada dell’Aquila di Siena. Ha sfilato anche lo stendardo ricamato della Città dell’Aquila realizzato dall’artista Marinella Senatore e portato dalla delegazione del MAXXI.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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