I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo hanno arrestato un dipendente dell’Unione dei Comuni della Laga, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’ipotesi di peculato. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Stefano Giovagnoni della Procura di Teramo, figura un presunto ammanco di circa 800mila euro dalle casse dell’ente territoriale che riunisce 12 Comuni della parte settentrionale della provincia.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il dipendente avrebbe sottratto nel corso degli anni somme di denaro pubblico attraverso un sistema di alterazione delle procedure di pagamento dell’ente. Il meccanismo contestato prevedeva la suddivisione degli importi in uscita e il trasferimento delle somme su diversi conti correnti, riuscendo in questo modo ad aggirare i controlli contabili.
L’inchiesta, avviata a seguito di una denuncia presentata dalle Fiamme Gialle nell’aprile scorso, ha portato anche al sequestro di dispositivi elettronici riconducibili all’indagato. Telefoni cellulari, computer e hard disk sono stati sottoposti ad accertamenti tecnici e analisi forensi per ricostruire i movimenti finanziari, individuare la destinazione del denaro e stabilire il periodo nel quale si sarebbero verificate le presunte sottrazioni.
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