Rete Oncologica Pazienti Italia (ROPI), la mappa delle strutture di eccellenza

In Italia piu’ di un intervento di chirurgia oncologica su 4 avviene ancora in strutture che non raggiungono i cosiddetti ‘volumi soglia’, cioe’ in cliniche in cui il bisturi viene utilizzato un numero troppo basso di volte.  E’ quanto emerge dalla nuova mappa aggiornata “Dove mi curo?”, presentata oggi da ROPI (Rete Oncologica Pazienti Italia) al Ministero della Salute ed elaborata partendo dai dati del Programma Nazionale Esiti 2022 di Agenas. Tuttavia un dato positivo c’e’: in 5 anni le strutture ‘sopra soglia’ sono passate da 143.469 del 2017 a 148.491, segnando un aumento del 3,5%. L’obiettivo del progetto ‘Dove mi curo?’ e’ quello di offrire a cittadini e pazienti una modalita’ semplificata e piu’ consapevole per conoscere i centri a piu’ alto volume di attivita’ chirurgica oncologica nelle Regioni italiane. La mappa aggiornata delle strutture con piu’ interventi chirurgici oncologici e’ consultabile su www.reteoncologicaropi.it. Nella nuova mappa sono evidenti anche gli effetti dell’emergenza Covid-19. Nel 2020 infatti si segnala un drastico calo degli interventi chirurgici oncologici: dalle 204.380 operazioni nel 2019 si e’ passati a 186.122 interventi nel 2020. Nel 2021 il numero e’ in ripresa con 199.871 interventi totali. Dai dati relativi al quinquennio 2017-2021, pero’, continua a essere evidente il forte gap tra Nord-Sud. E’ nelle Regioni settentrionali, infatti, che si garantisce il superamento della soglia per tutte, o quasi tutte, le 17 patologie oncologiche considerate. Al Sud, invece, solo 3 Regioni si avvicinano a coprire tutte le principali patologie nella ‘top ten’ nazionale: Sicilia, Campania e Puglia. Nella mammella si segnala l’Humanitas di Misterbianco, Catania (8 posto con 739 interventi), nel polmone il Monaldi di Napoli (10 posto con 281 interventi), nel colon-retto il Policlinico di Bari e L’Ospedale Panico di Tricase, Lecce (4 e 9 posto con 301 e 179 interventi), nella prostata l’Ospedale Miulli di Acquaviva D.F., Bari (6 posto con 305 interventi). Si segnala, nella classifica relativa alla chirurgia del tumore dello stomaco, l’assenza di strutture del Sud nelle prime 10 posizioni. Proprio sul divario regionale si e’ soffermato il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo alla presentazione.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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