All’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara è stato attivato un nuovo servizio di medicina di precisione dedicato ai pazienti con cardiomiopatia ipertrofica. Nell’Unità di Farmacogenetica del CAST – Center for Advanced Studies and Technology è disponibile l’analisi farmacogenetica del gene CYP2C19, coinvolto nel metabolismo di diversi farmaci, tra cui il mavacamten, inibitore della miosina cardiaca utilizzato per il trattamento della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Il test si aggiunge alle analisi dei geni DPYD e UGT1A1 già utilizzate per la personalizzazione delle terapie oncologiche.
Il servizio è attivato in convenzione con la ASL 02 Lanciano-Vasto-Chieti e la ASL di Pescara ed è coordinato da Patrizia Ballerini, docente di Farmacologia del Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina e Odontoiatria, e dal rettore Liborio Stuppia, docente di Genetica medica. L’attività nasce dalla collaborazione tra l’Unità di Farmacogenetica, l’ambulatorio cardiomiopatie della Cardiologia universitaria e il Dipartimento Cuore della ASL 02.
Secondo quanto spiegato dai responsabili, il test consente di identificare il profilo metabolico del paziente e adeguare il dosaggio del mavacamten, con l’obiettivo di migliorare efficacia e sicurezza del trattamento. Il servizio permette ai pazienti di accedere a strumenti di medicina di precisione direttamente sul territorio regionale.
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