Sanità, dal Rapporto Crea luci e ombre per l’Abruzzo

Il 21° Rapporto Sanità del Crea restituisce un quadro articolato della situazione sanitaria regionale. Per l’Abruzzo emergono dati che collocano la regione in una fascia intermedia a livello nazionale, con criticità strutturali e alcuni segnali di tenuta nel medio periodo.

Sul fronte delle performance complessive del sistema sanitario, l’Abruzzo rientra nel terzo gruppo di regioni italiane, con un indice di performance compreso tra il 33% e il 41% del valore massimo raggiungibile, insieme a Lazio, Umbria, Marche e Molise. L’indice regionale si colloca quindi sotto le regioni del Nord, ma sopra quelle con le performance più basse del Mezzogiorno.

La composizione della spesa vede una quota pubblica prevalente, in linea con il dato nazionale del 75,8%, e una componente privata che incide in modo significativo sui bilanci familiari. Il Rapporto evidenzia come, nelle regioni del Centro, la spesa sanitaria privata sia cresciuta più del reddito disponibile: “un fenomeno che sembra suggellare la
tesi che ritiene che le famiglie considerino la spesa sanitaria privata una “necessità/esigenza”” si legge nel rapporto.

Sul versante dell’equità e del disagio economico, il Crea segnala che la crescita della spesa privata contribuisce a fenomeni di impoverimento e rinuncia alle cure, con un impatto più marcato nel Centro e nel Mezzogiorno.

Anche sul fronte della resilienza del sistema sanitario regionale, l’Abruzzo è indicato tra le regioni considerate potenzialmente resilienti, avendo migliorato nel medio periodo alcuni indicatori di sostenibilità.

Nel complesso, il Rapporto Crea descrive per l’Abruzzo un sistema sanitario che mostra segnali di miglioramento in alcuni ambiti, ma con una crescente pressione sulle famiglie chiamate a supplire alle difficoltà del servizio pubblico.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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