L’Abruzzo risulta tra le aree italiane in condizioni di siccità estrema nei recenti mesi estivi. È quanto emerge dall’indice SPEI, che misura le anomalie delle precipitazioni insieme al tasso di evapotraspirazione. La stessa condizione interessa anche altre zone del Paese, mentre i dati meteorologici elaborati da Radarmeteo-Hypermeteo evidenziano una maggiore esposizione del Mezzogiorno allo stress idrico determinato dalla combinazione tra scarsità delle piogge e temperature elevate.
Il quadro si inserisce in un’estate caratterizzata da forti anomalie termiche. In Italia la temperatura media è risultata superiore di 3,5 gradi rispetto alla media 1991-2020, secondo i dati del Consiglio nazionale delle ricerche riportati nel report.
Nel Mezzogiorno, tuttavia, le riserve accumulate grazie alle precipitazioni dei primi mesi dell’anno hanno consentito di affrontare la stagione estiva con maggiori disponibilità d’acqua. Nei primi quattro mesi del 2026 alcune aree dell’Italia meridionale erano state infatti interessate da precipitazioni intense, con cumulate arrivate a sfiorare i 500 millimetri.
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