Le intercettazioni telefoniche hanno avuto un ruolo centrale nelle indagini che hanno portato all’arresto della madre del suo compagno e del nonno Marco D’Acunto, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso per la scomparsa delle due sorelle dalla casa famiglia di Civitella Alfedena.
Nel decreto di fermo firmato dal procuratore di Sulmona Luciano D’Angelo, gli investigatori ricostruiscono le varie fasi del piano. Secondo gli accertamenti, il 5 giugno, alla vigilia della scomparsa delle bambine, la madre avrebbe ricevuto due telefonate da utenze intestate a persone risultate inesistenti. Il giorno successivo, poco prima del sequestro, la donna avrebbe contattato uno di quei numeri e da quel momento il suo telefono sarebbe rimasto inattivo. Le indagini hanno poi consentito di accertare che le sim facevano parte di un lotto di dieci schede acquistate illegalmente a Napoli, sette delle quali ancora disponibili.
Le intercettazioni disposte sui telefoni della donna, del padre e di altri familiari hanno consentito agli inquirenti di delineare il quadro investigativo che ha portato al fermo. Nel corso degli accertamenti sono state monitorate anche le utenze del fidanzato della sorella maggiore, di un’amica di Alisya e di un operatore della struttura.
I due uomini sono detenuti nel carcere di Sulmona, mentre la madre si trova nella casa circondariale di Teramo.
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