Studio sul grafene dell’Infn del Gran Sasso apre nuove prospettive per misurare la massa del neutrino

Uno studio al quale ha partecipato anche l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) dell’Aquila indica nel grafene una possibile strada per migliorare la misura della massa del neutrino. La ricerca, pubblicata sulla rivista Physical Review C, è stata realizzata da Cnr Nano, Università di Pisa, Sapienza Università di Roma, Infn dell’Aquila e Columbia University nell’ambito del progetto internazionale Ptolemy.

Il lavoro analizza il ruolo del grafene nel decadimento del trizio, processo utilizzato per determinare indirettamente la massa del neutrino. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo modello teorico che combina simulazioni della struttura elettronica del grafene con la descrizione quantistica del decadimento nucleare, consentendo di valutare contemporaneamente gli effetti nucleari e quelli legati allo stato solido.

Secondo il gruppo di ricerca, il modello permette di comprendere con maggiore precisione l’influenza del materiale sull’energia degli elettroni emessi durante il decadimento del trizio, fornendo indicazioni utili per la progettazione di materiali destinati agli esperimenti sulla massa del neutrino e, in prospettiva, per lo studio dei neutrini del fondo cosmico.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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