Il rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Christian Corsi, ha annunciato l’avvio del progetto di recupero dell’ex manicomio di Sant’Antonio Abate a Porta Melatina. L’intervento punta a trasformare un’area inutilizzata da oltre 28 anni in una “Cittadella della Cultura”, con l’università al centro della riqualificazione urbana.
Il primo lotto funzionale, già finanziato, è stato avviato e dovrebbe concludersi entro tre anni. Il rettore ha spiegato che il progetto potrà essere aggiornato con l’inserimento di residenze studentesche, con l’obiettivo di garantire una presenza stabile di giovani nel centro storico. “L’Università di Teramo si è presa la responsabilità come stazione appaltante, la più importante della provincia, ma dobbiamo pensare subito ai contenuti per evitare che si creino cattedrali nel deserto”, ha dichiarato.
Tra le ipotesi illustrate anche il trasferimento dei Dipartimenti di Scienze Politiche e Scienze della Comunicazione nell’ex manicomio, con la conseguente liberazione degli spazi a Colleparco. In quest’area il rettore ha ribadito la disponibilità ad accogliere il Palazzo di giustizia, prospettando un’integrazione tra attività accademica e funzione giudiziaria.
Prevista inoltre l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente composto da studenti e aperto ai giovani della città. “Il futuro deve essere scelto da loro”, ha aggiunto Corsi, indicando l’università come motore del processo di rigenerazione urbana.
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