Teramo, i carabinieri scoprono la truffa agli anziani via whatsapp

I carabinieri della provincia di Teramo hanno accertato che gli anziani vengono contattati per essere truffati anche tramite WhatsApp. ‘Ciao mamma mi è caduto il telefono, questo è il mio nuovo numero’ con questo messaggio o una frase simile comincia la nuova truffa WhatsApp che prende di mira genitori e parenti anziani. È una tipica truffa di phishing, in cui un cybercriminale si procura un database con migliaia di numeri di telefono e invia un messaggio in massa a tutti i numeri in rubrica sperando che qualcuno venga adescato, hanno spiegato i militari. Purtroppo, la truffa è tanto semplice quanto efficace e le vittime sono quasi sempre persone anziane o poco abituate a usare le nuove tecnologie. La vittima, ad esempio un signore anziano, riceve un messaggio su WhatsApp da uno sconosciuto che afferma di essere suo figlio e che, per qualche motivo, non ha più accesso al suo numero di telefono: il cellulare non funziona, è stato oggetto di furto o qualche altro motivo plausibile. La conversazione continua e il criminale scrive di trovarsi in una situazione di emergenza e di aver bisogno urgente di denaro che, per altre ragioni, non può prelevare. Il truffatore chiede al genitore di effettuare un bonifico istantaneo. La vittima, costretta dall’urgenza e poco abituata a riconoscere questa tipologia di truffa, cade nel tranello e invia il bonifico sul conto di una terza persona. Anche in questo caso, il malvivente inventa un motivo plausibile per giustificare di non avere accesso al proprio conto o a quello della propria carta di credito. Siccome il bonifico è istantaneo, il denaro viene prelevato subito in contanti dal truffatore. Dal Comando provinciale dei carabinieri di Teramo, guidato dal comandante provinciale Pasquale Saccone, è stata raccomandata la massima attenzione ai ‘segnali spìa’ che debbono indurre al sospetto. Le scuse addotte e scritte in chat dal mittente sono che ha perso il telefono, ha bisogno urgente di denaro, non ha accesso al suo conto né alle carte di pagamento, per motivi non meglio precisati. È poco plausibile che una persona si trovi in una situazione così complicata. Inoltre, se il parente prova a chiamare il criminale per avere chiarimenti la risposta sarà sempre che la linea è disturbata e che non può parlare al telefono. Un altro elemento caratteristico di queste truffe informatiche è il meccanismo psicologico: si sfrutta lo stato di necessità e di urgenza che incide sulla vittima. Queste operazioni vengono realizzate da organizzazioni straniere, per cui i messaggi sono scritti male soprattutto in riferimento alle risposte fornite alla vittima.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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