Si è chiusa con un patteggiamento la vicenda giudiziaria che ha coinvolto una dipendente amministrativa della Asl di Sulmona, accusata di aver percepito indebitamente lo stipendio durante le ore di assenza dal lavoro. La 51enne ha concordato una pena di un anno di reclusione, sospesa, davanti al giudice per le udienze preliminari Irene Giamminonni.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel periodo compreso tra agosto e ottobre 2023 la donna timbrava il cartellino per poi allontanarsi dagli uffici amministrativi, recandosi in palestra e in una scuola di danza. Le assenze contestate ammontano a 94 ore su 114, con un indebito percepito quantificato in 1.362 euro.
L’indagine, avviata dalla Guardia di finanza a seguito di un esposto anonimo, si è basata su appostamenti, verifiche tramite gps e riprese video che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti della dipendente. La procura ha quindi contestato il reato di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, definito con il patteggiamento.
Sul piano disciplinare, la Asl aveva già disposto il licenziamento della dipendente nel maggio dello scorso anno, al termine del procedimento interno.
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